L’Australia brucia. Ma il premier: “Non taglieremo l'industria del carbone”

Da tre mesi i roghi stanno devastando il Paese, i morti sono nove. La situazione più grave nel Nuovo Galles del Sud, vicino Sidney

Il paese brucia. Il premier: “Non taglieremo l'industria del carbone”

L’Australia è alle prese da tre mesi con una grave emergenza incendi che ha causato nove morti, centinaia di abitazioni distrutte e milioni di ettari di terra bruciata. Nel Paese piovono critiche nei confronti del governo, incapace di prendere le contromisure necessarie per affrontare l’emergenza. 

Nonostante sia stata riconosciuta la correlazione tra cambiamenti climatici e aumento degli incendi, il premier Scott Morrison ha avvertito che non effettuerà tagli "sconsiderati" sull’industria carbonifera e, per essere ancora più chiaro, ha aggiunto: “Non cancellerò il lavoro di migliaia di australiani allontanandomi dalle industrie tradizionali”.

Morrison ha poi assicurato che il Paese raggiungerà gli obiettivi di emissione stabiliti per il 2030, “affrontando responsabilmente i cambiamenti climatici”. La situazione resta particolarmente grave nello Stato del Nuovo Galles del Sud, dove le fiamme lambiscono Sidney e i roghi attivi sono circa cento. Di Balmoral, ha spiegato il primo ministro del Nuovo Galles del Sud, Gladys Berejiklian, “non è rimasto quasi nulla”.

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