Il paradosso norvegese

Paradosso scandinavo

Il più grande fondo sovrano al mondo per masse gestite (oltre mille miliardi di dollari) liquiderà una quota delle sue partecipazioni in società o in investimenti finanziari collegati all’energia fossile, a cominciare da petrolio e gas naturale. Saranno cedute circa 134 partecipazioni (tra queste anche la Saras della famiglia Moratti) su 300. Il fondo sovrano continuerà, dunque, a essere investitore delle major come ExxonMobil, Shell ed Eni.

Del resto, la scelta è puramente finanziaria: investire nelle energie fossili non è più profittevole come una volta. Se la motivazione fosse stata etica o ambientalista ci troveremmo di fronte a un paradosso: la Norvegia è arrivata a possedere il fondo sovrano più ricco del mondo in seguito allo sfruttamento dei giacimenti di gas naturale e petrolio del mare del Nord.

A livello globale il fondo norvegese ha investito in più di 9 mila società quotate, pari all'1,4% di tutti i titoli quotati nel mondo, ed è tra i principali investitori in italia: oltre a Eni possiede quote di Intesa Sanpaolo, Leonardo, Fca, Poste e Saipem.

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