Cambogia: l’estrazione di petrolio è stata un “fallimento”

A circa otto mesi di distanza dall’inizio dell’estrazione di greggio in Cambogia, il paese più povero del Sud-Est Asia, il premier ha annunciato che il tentativo è naufragato. Eppure l’area interessata sembrerebbe ospitare depositi petroliferi significativi.

L’estrazione di petrolio è stata un “fallimento”

Il primo ministro della Cambogia, Hun Sen, il primo agosto, ha dichiarato che i tentativi di estrazione di petrolio nel proprio Paese sono stati “un fallimento”, a circa otto mesi di distanza dall’inizio dell’estrazione di greggio.

Il 29 dicembre 2020, il premier cambogiano aveva annunciato che nel Paese, il più povero del Sud-Est Asia, era stato estratto greggio per la prima volta nella sua storia nelle acque territoriali nel Golfo del Siam, grazie al lavoro di una joint venture realizzata dal governo di Phnom Penh e dall’azienda KrisEnergy di Singapore.

Tuttavia, le operazioni petrolifere hanno subito un duro colpo dopo che la società di Singapore non è riuscita a ripagare i propri debiti e ha presentato istanza di liquidazione nel mese di giugno 2021.

È poi giunta la dichiarazione di resa del premier cambogiano: “Il 29 dicembre abbiamo annunciato l’estrazione della prima goccia di petrolio, forse, adesso, si tratta di un fallimento”. KrisEnergy aveva previsto un tasso di produzione massimo di 7.500 barili giornalieri, una quantità modesta rispetto ad altri produttori di petrolio macroregionali quali Vietnam e Thailandia. Ma l’evidenza ha mostrato un’altra realtà. La produzione non andata oltre i 1.000 barili al giorno. L’insuccesso si è infine trasformato in una spy story. La compagnia di Singapore, KrisEnergy, sarebbe fuggita con la petroliera carica di greggio.

Eppure l’area interessata dalle prime estrazioni sembrerebbe ospitare depositi petroliferi significativi che erano stati individuati per la prima volta nel 2005 da Chevron, un’azienda petrolifera statunitense.

Una manna dal cielo (mancata) per un paese la cui economia è composta principalmente dalla produzione di indumenti e gran parte della popolazione è impiegata nell’agricoltura di sussistenza, versando in condizione di povertà. Una situazione poi aggravata dal ripristino di tariffe doganali su alcuni prodotti esportati dalla Cambogia, quali capi di abbigliamento, calzature e articoli da viaggio da parte dell’Ue che aveva accusato di violazione dei diritti umani contro i suoi oppositori politici il primo ministro Hun Sen.

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