
Il Documento programmatico di bilancio (DPB) 2027, trasmesso a Bruxelles il 14 ottobre, mette in evidenza il problema centrale della finanza pubblica italiana: il deficit dovrebbe scendere al 2,9% del Pil nel 2026, ma risalire al 3,4% nel 2027 e al 3,2% nel 2028. Il governo prevede poi una discesa al 2,3% nel 2029, anche grazie alla flessibilità richiesta per le spese straordinarie in difesa ed energia.
Perché Bruxelles potrebbe non chiudere la procedura
La procedura per disavanzo eccessivo nei confronti dell’Italia è stata avviata nel luglio 2024, dopo che il deficit del 2023 aveva raggiunto il 7,4% del Pil. Il rientro sotto il 3% nel 2026 rappresenterebbe un passaggio importante, ma il successivo aumento del disavanzo potrebbe complicare la valutazione europea sulla sostenibilità del risanamento. La chiusura non è automatica: spetterà alle istituzioni Ue valutare i risultati effettivi e il percorso dei conti pubblici.
Una manovra da 23,5 miliardi: dove andranno le risorse
Secondo le tabelle del DPB, circa 5 miliardi saranno destinati a famiglie e spesa sociale, 4,5 miliardi alla difesa, 3,3 miliardi al sostegno delle imprese, 3,1 miliardi alle infrastrutture e 2,4 miliardi alla sanità. Per un Paese alle prese con il caro-vita e la crescita debole, la questione è se queste risorse saranno sufficienti a sostenere il potere d’acquisto e rilanciare gli investimenti.
Banche e assicurazioni nel mirino
Tra le coperture previste figura un contributo del settore finanziario: circa 5 miliardi nel 2027 e ulteriori risorse nel biennio successivo. Reuters stima in 10,7 miliardi il gettito complessivo atteso dal comparto nel triennio 2027-2029. L’Associazione bancaria italiana ha espresso contrarietà a nuovi oneri, richiamando l’accordo triennale già raggiunto nel 2025. Restano da definire le modalità concrete di applicazione delle misure.



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