Manovra, Salvini e Di Maio: "Accordo raggiunto sul 2,4%"

Manovra, Salvini e Di Maio: "Accordo raggiunto sul 2,4%"

"Accordo raggiunto con tutto il governo sul 2,4%. Siamo soddisfatti, è la manovra del cambiamento." Matteo Salvini e Luigi Di Maio, poco dopo le 21 di giovedì 27 settembre, annunciano l'intesa sulla nota di aggiornamento al Def, mentre a Palazzo Chigi sta per cominciare il consiglio dei Ministri che approva il documento due ore dopo.

Il governo porta a casa le misure simbolo del contratto gialloverde, dal reddito di cittadinanza al superamento della Fornero, passando per l'aliquota al 15% "per più di un milione di lavoratori". E piegano la resistenza del ministro dell'Economia, Giovanni Tria. Per lui una sconfitta pesante: non è riuscito a difendere non solo il limite virtuoso dell'1,6% ma neppure quella del 2, nonostante il rischio alto di una bocciatura della legge di bilancio italiana da parte della Commissione europea. Ma la sensazione è che i rapporti con Tria siano cambiati.

I contenuti dell'accordo, ancor prima che il consiglio dei ministri lo approvi sancendo il rapporto deficit/pil al 2,4% per tre anni, vengono anticipati da Salvini: "Tasse abbassate al 15% per più di un milione di lavoratori italiani, diritto alla pensione per almeno 400.000 persone e altrettanti posti di lavoro a disposizione dei nostri giovani superando la legge Fornero, chiusura delle cartelle di Equitalia, investimenti per scuole, strade e Comuni. Nessun aumento dell’Iva. Pienamente soddisfatto degli obiettivi raggiunti".

L'alleato cinquestelle canta vittoria pochi minuti dopo: "Abbiamo portato a casa la manovra del popolo che per la prima volta nella storia di questo Paese cancella la povertà grazie al reddito di cittadinanza, per il quale ci sono 10 miliardi, e rilancia il mercato del lavoro anche attraverso la riforma dei centri per l’impiego. Restituiamo futuro a sei milioni e mezzo di persone. Via libera anche alla pensione di cittadinanza. E con il superamento della Fornero chi ha lavorato una vita può finalmente andare in pensione liberando posti di lavoro per i nostri giovani, non più costretti a lasciare il nostro Paese per avere un’opportunità". Poi aggiunge: "Non restano esclusi i truffati delle banche che saranno risarciti con un Fondo ad hoc di 1,5 miliardi".

Le opposizioni reagiscono scandalizzate, soprattutto da quel 2,4%. "Il governo sequestra il nostro Paese e gioca con il futuro dei nostri figli. Questa è la manovra dell'irresponsabilità" denuncia la forzista Mariastella Gelmini. "Scenario greco" rincara il collega Giorgio Mulé. "Temo un'impennata senza fine dello spread e, a catena, il declassamento da parte delle agenzie di rating" aggiunge Renato Brunetta. Interviene anche il deputato dem Emanuele Fiano: "Lega e M5S, presi unicamente dai loro giochi di potere, rischiano di portarci indietro di anni, sull’orlo del burrone".

Poi arriva la mazzata di Carlo Cottarelli nella forma di un tweet: "Se le indiscrezioni sulla manovra del popolo saranno confermate, stimiamo l’avanzo primario all’1,3%, il livello più basso dal 2011, molto al di sotto del tendenziale di aprile (2,7%). Le finanze pubbliche si indeboliscono”.

Secondo il Wall Street Journal, la legge finanziaria complica i rapporti tra l'Italia e Bruxelles. Mentre la Bce, il giorno stesso, ha avvertito sui gravi rischi finanziari legati all'instabilità politica di Roma.

 

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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