L'Ue respinge il Def. Palazzo Chigi: "Nessuna bocciatura da Bruxelles"

L'Ue respinge il Def. Palazzo Chigi: "La manovra non è stata bocciata"
Il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis

La risposta della Commissione è arrivata rapidamente. Ed è una bocciatura per il Documento di economia e finanza predisposto dal Governo italiano. L’invito di Bruxelles è a non inserire quelle cifre nella manovra, altrimenti l’Ue non potrà far altro che respingerla. Con una chiara motivazione: finanziare in deficit reddito di cittadinanza e flat tax è contrario alle regole del Patto di stabilità.

"Il Def a prima vista sembra costituire una deviazione significativa dal percorso di bilancio indicato dal Consiglio Ue il che è motivo di seria preoccupazione", scrivono il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, e il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici. Che aggiungono: "Chiediamo alle autorità italiane di assicurare che la manovra sia in linea con le regole fiscali comuni della zona euro".

L’ultimatum di Bruxelles a cambiare politica economica per il 2019 scade il 15 ottobre, giorno in cui la legge finanziaria dovrà essere notificata alla Commissione. Se così non sarà, l'organo di governo dell'Ue boccerà la manovra e aprirà una procedura su debito e deficit. L'Italia, infatti, resta il terzo paese più indebitato al mondo, il secondo d'Europa dopo la Grecia, con un livello intorno al 132% del Pil. 

Nessun commento ufficiale, ma fonti di Palazzo Chigi hanno affermato che "non c'è stata alcuna bocciatura da parte dell'Ue, anche perché non è stata ancora avviata alcuna interlocuzione formale".

La legge di bilancio 2018 si preannuncia una maxi manovra da 35-40 miliardi. Una cifra quasi doppia rispetto a quelle degli ultimi anni, ma che – secondo l'esecutivo - sarà necessaria per rilanciare la crescita e ridurre progressivamente, fino ad annullarlo, il differenziale con l’Ue.

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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