Ecco come dimezzare il debito pubblico italiano. L'idea è di un economista della Bundesbank

Ecco come dimezzare il debito pubblico

Il governo italiano avrebbe un’opportunità per dimezzare il proprio debito pubblico. Come? Attingendo agli estesi risparmi privati degli italiani. L’idea era circolata nei giorni scorsi in Italia come ipotesi estrema. Ma ora è stata ripresa e formalizzata da un’economista della Bundesbank, Karsten Wendorff. Anche se un portavoce della Banca centrale tedesca ha subito chiarito che Wendorff ha sostenuto delle idee a titolo personale.

"Invece di un fondo europeo che acquisti titoli italiani del debito pubblico, che dovrebbe essere sostenuto dai contribuenti europei, sarebbe il caso di creare un fondo a livello nazionale", ha scritto Wendorff sul Frankfurter Allgemeine Zeitung di sabato scorso, spiegando che sarebbe finanziato da "titoli di solidarietà" che le famiglie italiane sarebbero obbligate ad acquistare - l'economista ipotizza per il 20% della loro ricchezza netta. Ciò significherebbe che “circa la metà del debito pubblico italiano potrebbe essere convertito in obbligazioni di solidarietà". 

Tale operazione, secondo Wendorff, avrebbe il “merito di non erodere direttamente il patrimonio delle famiglie, come potrebbe invece accadere con una tassa patrimoniale”, e di rendere "i contribuenti italiani responsabili del debito pubblico contratto dal loro Paese, coinvolgendoli a seconda della loro capacità finanziaria".

In questo modo, conclude l'esponente della Bundesbank, "l'Italia eviterebbe di continuare ad essere il giocattolo dei mercati finanziari".

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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