Incontro Conte-Juncker: il rapporto deficit/Pil passa dal 2,4 al 2,04%

Il Governo si piega all'Ue. Dal 2,4 al 2,04% il rapporto deficit/Pil
Il premier Giuseppe Conte

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte appare soddisfatto davanti alle telecamere subito dopo l’incontro con Jean-Claude Juncker, Pierre Moscovici e Valdis Dombrovskis. E spiega: posso dire che “rispettiamo gli impegni presi: reddito di cittadinanza e quota 100 si faranno. E sono confermati sia la platea, sia gli importi che saranno erogati ai beneficiari.”

Conte ha, poi, spiegato da dove giungono le risorse per ridurre il rapporto in modo così significativo. Le relazioni tecniche hanno rivelato che i fondi messi in bilancio per realizzare le misure proposte dall’esecutivo erano sovrastimati. Il risparmio è stato quindi utilizzato come strumento di negoziazione. Il risultato del confronto è un nuovo rapporto deficit/Pil pari al 2,04% rispetto al 2,4% messo inizialmente in bilancio.

L'Ue avrebbe, secondo quanto riferito da Conte, giudicato positivamente la proposta italiana. Ma è poi arrivata la doccia gelata. "L'Italia dovrebbe compiere ulteriori sforzi". Con queste parole il commissario agli Affari economici e monetari, Pierre Moscovici, ha commentato l'annuncio da parte del governo italiano di un deficit al 2,04%. "È un passo nella giusta direzione, ma ancora non ci siamo, ci sono ancora dei passi da fare, forse da entrambe le parti", ha aggiunto Moscovici.

Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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