Una tassa sui contanti per battere l’evasione fiscale

La proposta di Confindustria: credito d'imposta al 2% per chi utilizza i pagamenti elettronici, contro una tassa del 2% per chi preleva oltre 1.500 euro al mese

Una tassa sui contanti per battere l’evasione fiscale

Combattere l'evasione attraverso una tassazione diretta dei contanti in favore di misure di sgravio per l'utilizzo dei pagamenti elettronici. Il Centro studi di Confindustria (CsC) ha avanzato una proposta con il fine di ridurre l’abnorme evasione fiscale (stimata, fiscale e contributiva, da viale dell’Astronomia in 107 miliardi di  euro).

L’Associazione datoriale degli industriali punta sul recupero del gettito fiscale attraverso "incentivi all'uso della  moneta elettronica e disincentivi all'uso del contante". Una via che non comporterebbe oneri aggiuntivi netti per la finanza pubblica e potrebbe dare "un recupero di gettito attraverso la riduzione dell'evasione fiscale".

Nello specifico, si propone un primo intervento di sconto sulle transazioni elettroniche, con un credito di imposta del 2% al cliente che paga con carta di pagamento. Un secondo intervento è invece costituito da una commissione sui prelievi di contante. "Sembra ragionevole assumere di esentare i prelievi mensili fino a 1.500 euro: ciò si traduce in un'esenzione dalla commissione per il 75% dei conti italiani. Applicando una commissione del 2% sui prelievi eccedenti tale soglia - stima il Csc -, si avrebbe un gettito annuale di circa 3,4 miliardi". In pratica, chi preleva più di quella soglia dovrebbe pagare una tassa al bancomat del 2%.

Per quanto riguarda il credito di imposta del 2% per incentivare l'uso della moneta elettronica, sulla base delle ipotesi del Csc, assumendo che l'intervento entri in vigore il primo gennaio 2020, lo sconto del 2% verrebbe compensato dall'emersione di attività finora non tassate a partire dal terzo anno, rendendo la misura positiva dal punto di vista degli effetti sulla finanza pubblica soprattutto nel quarto anno, nel 2023 per 2,48 mld di euro. Per il secondo intervento, la commissione sui prelievi di contante, si stima un gettito annuale di circa 3,4 mld che - si legge nella nota - è "sostanzialmente in linea con quello necessario per coprire il mancato gettito dovuto allo sconto sulle transazioni elettroniche derivante dalla prima misura per il 2020".

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