Si riduce l’esposizione dell’Italia verso i mercati finanziari

Le nuove ondate Covid hanno peggiorato le prospettive economiche: nel 2021 deficit al 10,2% e debito al 159,6%. Tuttavia, a fine 2021 il 27% del debito pubblico sarà detenuto dalle istituzioni europee

Si riduce l’esposizione verso i mercati finanziari
Detentori del debito pubblico italiano

Il deficit potrebbe raggiungere quest’anno il 10,2% del Pil, superiore di 50 miliardi e 3,2 punti percentuali rispetto alle ultime stime del governo indicate nell’aggiornamento del Def. Con una crescita al 3.5% e il peggioramento del deficit, il debito pubblico potrebbe salire ancora, fino al 159,6%.

Sono le previsioni su deficit e debito pubblico realizzate dall’Osservatorio dei conti pubblici italiani dell’Università Cattolica di Milano. La seconda e la terza ondata di Covid-19 – secondo le stime - hanno peggiorato le prospettive per l’economia italiana e per i conti pubblici del 2021.

Il report contiene anche un’analisi sul debito che viene definita una “buona notizia” perché gran parte dell’esposizione del nostro paese è “coperta” da istituzioni europee (principalmente la Bce): su una stima di 539 mld tra titoli in scadenza (364 mld) e deficit (175 mld), le istituzioni europee coprono circa 252 mld, il 47%.

Grazie al sostegno ‘comunitario’, nel 2021 la quota di debito pubblico detenuta dai mercati finanziari diminuirsce dal 120,9 al 115,6% del Pil, contro il 112 di fine 2019. Di conseguenza, nonostante l’incremento complessivo del debito pubblico, si riduce l’esposizione dell’Italia verso i mercati: a fine 2021 il 27% del debito sarà nelle mani delle istituzioni europee.

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