Il debito pubblico globale è vicino ai massimi registrati dal secondo dopoguerra ed è destinato a superare presto il 100% del Pil.
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I governi si trovano di fronte a “scelte politiche molto dure” per contenere la spesa pubblica e contrastare il forte aumento dei rendimenti obbligazionari che ha portato i costi di finanziamento ai massimi da diversi decenni: è “urgente” ricostruire lo spazio di manovra fiscale. La direttrice generale del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva, lancia l’allarme dopo il crollo dei mercati obbligazionari globali, sottolineando che l’aumento dei prezzi dell’energia scatenato dalla guerra in Iran ha portato i costi di finanziamento a 10 anni di Stati Uniti, Germania e Giappone ai livelli più alti in decenni. Secondo Georgieva, “il debito pubblico globale è vicino ai massimi registrati dal secondo dopoguerra ed è destinato a superare presto il 100% del Pil. Le economie avanzate presentano la situazione più critica, con alcuni dei livelli di debito lordo più elevati”. Eppure, “non si osservano azioni decisive nelle economie avanzate fortemente indebitate, dove la priorità assoluta è l’adozione di piani di consolidamento fiscale a medio termine”.









