Durissimo attacco della Commissione europea all'Italia: "Grave deviazione senza precedenti"

Commissione durissima con l'Italia: "Deviazione senza precedenti"
Pierre Moscovici

Da Bruxelles arriva una reazione durissima alla manovra del governo. Il vicepresidente e commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, ha consegnato al ministro dell’economia, Giovanni Tria, la lettera con la quale la Commissione europea critica duramente il Progetto di bilancio inviato il 15 ottobre dal Consiglio dei ministri a Bruxelles.

Il bilancio italiano mostra una deviazione "senza precedenti nella storia del Patto di stabilità", sia per il fatto che contempla un'espansione vicina all'1% - mentre il Consiglio europeo aveva invitato l'Italia a una correzione fiscale - sia per una deviazione dagli obiettivi pari all'1,5%. Alla luce di questi fattori, si profila "un non rispetto particolarmente serio con gli obblighi del Patto" e si chiede al Governo di dare una risposta ai rilievi entro lunedì 22 ottobre.

Moscovici e Dombrovskis – hanno entrambi firmato la lettera - ricordano che, con un debito al 130% del Pil e le attuali previsioni l'Italia rischia di esser fuori dalla regola sul debito. A questo punto, la posizione del paese "in base all'Articolo 126 potrebbe esser rivista", qualora non fosse più garantita "l'adesione italiana al Patto alla luce delle deviazioni previste" con la legge finanziaria.

Chiedendo anche spiegazioni sul perché non siano stati accolti i rilievi dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio, la lettera si conclude dicendo che c'è un "rischio particolarmente grave di mancato rispetto degli obblighi di bilancio previsti dal Patto di stabilità e crescita".

L'Italia ha ora tempo fino al 22 ottobre per rispondere, poi la Commissione prenderà la decisione finale entro la fine del mese. 

Il contenuto del documento si era intuito già nelle ore precedenti. "Non è nostra intenzione" aggiungere flessibilità a flessibilità per l'Italia, aveva detto il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, gelando le speranze che l'Europa potesse ammettere la manovra italiana.

Juncker si è limitato a dire che, al Consiglio europeo, "abbiamo affrontato le questione dei bilanci degli Stati" e che "il premier italiano ha presentato la situazione italiana con verve. Non abbiamo reagito perché la Commissione sta esaminando il progetto."

Il presidente del Consiglio ostenta sicurezza - e dice: "La lettera non ci preoccupa - ma intanto lo spread ha sfondato quota 320 punti base, livelli che non si vedevano dalla primavera 2013. E proprio guardando ai mercati Mario Draghi, il governatore della Bce, ha ammonito: "Mettere in discussione le regole all'interno dell’Ue può portare a un peggioramento delle condizioni nel settore finanziario e di qui a un danno alla crescita".

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