BTP contro OAT: l’Italia sorpassa la Francia. Parigi diventa il nuovo “sorvegliato speciale” dei mercati (secondo il Ft)

Per gran parte dell’estate il rendimento dei titoli di Stato francesi a 10 anni è rimasto sopra quello dei BTP italiani. Un segnale sorprendente: gli investitori stanno chiedendo a Parigi un premio per il rischio maggiore rispetto a Roma. Ma il sorpasso è tutt’altro che definitivo.

BTP contro OAT: l’Italia sorpassa la Francia

Per anni l’Italia è stata considerata uno dei principali anelli deboli dell’Eurozona sul fronte del debito pubblico. Ora qualcosa è cambiato.

Secondo il Financial Times, la Francia ha superato l’Italia nelle preoccupazioni degli investitori obbligazionari europei, mentre una parte dei capitali si sta spostando dai titoli francesi verso quelli italiani. Per gran parte dell’estate, infatti, il rendimento del decennale francese è rimasto sopra quello del BTP italiano, un fenomeno significativo perché indica che il mercato sta attribuendo a Parigi un rischio relativamente maggiore.

“La Francia è la nuova Italia”

È una frase provocatoria, ma fotografa bene il cambiamento di percezione. L’Italia ha migliorato la propria posizione sui conti pubblici negli ultimi anni: il deficit è sceso al 3,1% del PIL nel 2025 e la Commissione europea prevede un ulteriore calo al 2,9% nel 2026. Roma presenta inoltre un avanzo primario, cioè entrate superiori alla spesa pubblica al netto degli interessi.

La Francia, al contrario, continua a viaggiare con un disavanzo molto più elevato: la Commissione europea stima un deficit del 5,1% del PIL nel 2026, destinato a salire al 5,7% nel 2027.

Il debito resta però il tallone d’Achille italiano

Il sorpasso non significa che l'Italia sia diventata improvvisamente un Paese a basso rischio. Anzi.

Nel primo trimestre 2026 il debito pubblico italiano era pari al 138,9% del PIL, contro il 117,6% della Francia. L’Italia rimane quindi molto più indebitata in rapporto alla propria economia.

La stessa Commissione europea prevede che il rapporto debito/PIL italiano possa salire al 139,2% nel 2027, mentre quello francese potrebbe raggiungere circa il 120%.

Per Roma, quindi, il messaggio dei mercati non è “problema risolto”, ma piuttosto “la situazione è migliorata rispetto al passato”.

Perché Parigi preoccupa gli investitori

A pesare sulla Francia non sono soltanto i numeri di bilancio. Il Paese deve affrontare forte instabilità politica, difficili negoziati sulla legge di bilancio e una crescente polarizzazione in vista delle prossime elezioni presidenziali.

Il rischio percepito dagli investitori è che un governo politicamente fragile abbia difficoltà a realizzare il necessario consolidamento dei conti pubblici. E quando la politica diventa incerta, il mercato tende a chiedere un rendimento maggiore per acquistare il debito.

Il fattore politico pesa sempre di più

La questione non riguarda soltanto Francia e Italia.

Il Financial Times sottolinea come, dopo la fine dell'era dei grandi acquisti di titoli da parte delle banche centrali, il rischio politico sia tornato a incidere pesantemente sui rendimenti dei titoli di Stato europei.

Per gli investitori, quindi, non conta più soltanto quanto debito ha un Paese, ma anche quanto è credibile il governo che deve gestirlo. Ed è proprio qui che l'Italia sta beneficiando di una percezione relativamente più favorevole.

Ma la partita non è vinta

Il rischio sarebbe però leggere il sorpasso come una promozione definitiva dell'Italia.

La crescita italiana resta debole: la Commissione europea prevede appena +0,5% nel 2026 e +0,6% nel 2027. E il debito continuerà a rappresentare una pesante eredità per i bilanci pubblici.

Inoltre, il quadro internazionale resta estremamente volatile. L'aumento dei prezzi dell'energia e le tensioni geopolitiche stanno spingendo verso l'alto i rendimenti obbligazionari globali, aumentando il costo del finanziamento per tutti i governi.

Il paradosso del 2026

La notizia, quindi, è soprattutto un ribaltamento della percezione del rischio. L'Italia, tradizionalmente considerata il problema dei debiti sovrani europei, oggi appare relativamente più affidabile della Francia agli occhi di una parte degli investitori. Ma con una differenza fondamentale: l'Italia ha ancora molto più debito della Francia.

Fonte
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