Hantavirus, turista inglese rintracciato dopo 16 giorni in Italia: da Roma a Milano senza sapere di essere a rischio

L’uomo aveva viaggiato tra Roma, Firenze, Venezia e Milano dopo essere stato esposto al virus Andes durante un volo dal Sudafrica. Test negativi, ma resterà in isolamento fino a giugno.

Hantavirus, turista inglese rintracciato dopo 16 giorni

Un viaggio attraverso alcune delle mete più amate d’Italia — Roma, Amalfi, Firenze, Venezia, Milano e Lago di Como — si è trasformato in un delicato caso sanitario internazionale.

Un turista inglese di circa 60 anni, inconsapevolmente esposto all’Hantavirus Andes durante un volo partito da Sant’Elena verso Johannesburg, è stato rintracciato dai Nas e dalle autorità sanitarie soltanto dopo oltre due settimane trascorse nel nostro Paese.

L’uomo, fortunatamente, è risultato asintomatico e i primi test effettuati all’ospedale Sacco di Milano sono risultati negativi.

Il contatto a rischio sul volo dal Sudafrica

L’allarme è partito dopo che il turista era stato identificato come passeggero del volo Airlink 132 del 25 aprile.

Durante il viaggio era seduto vicino a due persone contagiate dall’Hantavirus Andes: una donna olandese poi deceduta in Sudafrica e un secondo passeggero risultato positivo.

Il virus Andes è una rara variante di hantavirus diffusa in Sud America e considerata particolarmente monitorata perché, in casi limitati, può trasmettersi anche tra esseri umani.

Sedici giorni in Italia tra città d’arte e mete turistiche

Secondo la ricostruzione delle autorità, il turista è arrivato a Roma il 26 aprile soggiornando nella zona Termini. Successivamente ha visitato Amalfi, Positano e Pompei.

Il primo maggio si è spostato a Firenze, con escursioni a Pisa, Siena e Cinque Terre, per poi raggiungere Venezia e Mestre.

Ultima tappa Milano, dove ha visitato anche Lugano e il Lago di Como, fino all’intervento dei Nas avvenuto in un Bed&Breakfast in zona Pasteur.

Per rintracciarlo sono state utilizzate le registrazioni obbligatorie delle strutture ricettive italiane.

Test negativi, ma scatta l’isolamento

Trasferito all’ospedale Sacco insieme a un amico, il turista è stato sottoposto a test per Hantavirus, influenza, RSV e altri agenti infettivi.

Tutti gli esami sono risultati negativi.

Nonostante ciò, per precauzione sanitaria, l’uomo resterà in isolamento fiduciario fino al 6 giugno, termine che coincide con i 42 giorni massimi di incubazione documentati per il virus Andes.

Sono previsti controlli e test settimanali fino alla fine del monitoraggio.

Cos’è l’Hantavirus Andes e perché preoccupa

Gli hantavirus vengono normalmente trasmessi attraverso roditori infetti e possono provocare sindromi respiratorie anche gravi.

La variante Andes, identificata soprattutto in Sud America, è una delle poche per cui è stata documentata una possibile trasmissione interumana.

Secondo il Ministero della Salute e l’ECDC europeo, il rischio per la popolazione resta comunque molto basso, ma le autorità sanitarie mantengono alta la vigilanza dopo il focolaio registrato sulla nave da crociera Hondius e i recenti casi internazionali.

Monitoraggio internazionale e controlli rafforzati

Il caso evidenzia l’importanza dei sistemi di tracciamento sanitario internazionali e della cooperazione tra Paesi nella gestione dei rischi epidemiologici.

Le autorità italiane hanno confermato che, essendo il turista sempre rimasto asintomatico, non risultano al momento rischi concreti di contagio per le persone incontrate durante il viaggio.

Resta però alta l’attenzione sui protocolli sanitari legati ai viaggi internazionali e alle malattie emergenti.

Fonte
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