Mattarella: “L’agricoltura è un comparto chiave”. Da Torino un messaggio globale

Il presidente italiano Sergio Mattarella inaugura a Torino Terra Madre Salone del Gusto 2026 e richiama il valore strategico dell’agricoltura e della biodiversità. In un mondo segnato da guerre, crisi energetiche e cambiamenti climatici, il cibo torna a essere anche una questione di sicurezza e geopolitica.

“L’agricoltura è comparto chiave e va sviluppata e difesa”. È il messaggio lanciato dal presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella all’apertura di Terra Madre Salone del Gusto 2026, a Torino.

Di fronte a produttori, agricoltori, allevatori, pescatori, cuochi e rappresentanti della comunità internazionale del cibo, Mattarella ha sottolineato che dalla capacità di proteggere le risorse alimentari dipende una parte importante del futuro dell’umanità.

Biodiversità come patrimonio dell’umanità

Il tema dell’edizione 2026 è “Biodiversity – Be Diversity”: la biodiversità non riguarda soltanto piante e animali, ma anche culture, tradizioni agricole, conoscenze e sistemi alimentari.

Per Slow Food, organizzatore dell’evento insieme alla Città di Torino e alla Regione Piemonte, la diversità rappresenta una fonte di resilienza e una componente essenziale della sicurezza e della sostenibilità dei sistemi alimentari.

Cibo e pace in un mondo attraversato dalle guerre

Nel suo intervento, Mattarella ha collegato direttamente la sicurezza alimentare alla geopolitica. Energia e produzione di cibo possono diventare strumenti strategici nei conflitti, con conseguenze che vanno ben oltre i Paesi direttamente coinvolti nelle guerre.

Da qui l’appello a costruire una “grande alleanza” tra tutti gli attori della filiera alimentare, trasformando il cibo anche in uno strumento di cooperazione e di pace. Il tema è particolarmente rilevante in un contesto internazionale nel quale guerre e crisi possono interrompere produzioni, commerci e approvvigionamenti.

Torino diventa una capitale mondiale del cibo

La sedicesima edizione di Terra Madre Salone del Gusto si svolge dal 24 al 27 settembre 2026 nel centro storico di Torino, trasformando piazze e luoghi simbolici della città in uno spazio internazionale dedicato al futuro del cibo.

L’evento riunisce comunità provenienti da oltre 120 Paesi, con produttori, esperti, cuochi e organizzazioni impegnati sui temi della sostenibilità, della biodiversità e delle politiche alimentari.

La prima edizione senza Carlo Petrini

Quella del 2026 è anche un’edizione simbolica: è la prima senza Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, scomparso nel maggio scorso.

Mattarella ne ha ricordato il contributo alla diffusione internazionale di una nuova cultura del cibo e ha richiamato la biodiversità come una delle grandi eredità della sua visione. Anche Re Carlo III del Regno Unito ha ricordato Petrini in un messaggio letto durante la cerimonia inaugurale.

L’edizione coincide inoltre con i 40 anni di Slow Food Italia e con i 30 anni del Salone del Gusto, trasformando Torino in un punto d’incontro internazionale tra cultura alimentare, agricoltura e sostenibilità.

L’Arca del Gusto e 1.450 patrimoni da salvare

Tra i simboli dell’eredità di Petrini ci sono gli Atlanti dell’Arca del Gusto, consegnati a Mattarella da Slow Food e dal ministro italiano dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.

La raccolta comprende 1.450 varietà vegetali, razze animali e prodotti tradizionali a rischio di scomparsa, organizzati in 18 volumi. Un patrimonio che mostra come la biodiversità alimentare sia anche memoria culturale e identità dei territori.

Dalla biodiversità alla ricerca contro il cancro

La giornata torinese di Mattarella si è conclusa all’Istituto Nazionale Oncologico di Candiolo, in occasione della Giornata mondiale della ricerca sul cancro e del 40° anniversario della Fondazione piemontese per la ricerca oncologica.

Durante la visita il presidente ha incontrato ricercatori, medici e pazienti e ha partecipato all’inaugurazione di una nuova Tac Photon-Counting, tecnologia diagnostica di ultima generazione.

Il messaggio che parte da Torino

Dalla biodiversità agricola alla ricerca scientifica, la giornata di Mattarella in Piemonte ha messo al centro due questioni con una dimensione ormai globale: proteggere le risorse che sostengono la vita e investire nella conoscenza per proteggere la salute.

Terra Madre 2026 rilancia così da Torino una domanda che riguarda non solo l’Italia: come rendere i sistemi alimentari più resilienti, sostenibili e capaci di garantire sicurezza in un mondo attraversato da crisi climatiche, geopolitiche ed economiche?

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