Addio a Emma Bonino, una vita per i diritti e la libertà

È morta a Roma a 78 anni Emma Bonino, storica leader radicale, ex commissaria europea e ministra degli Esteri. Per oltre cinquant’anni ha combattuto per i diritti civili, l’autodeterminazione delle donne, la democrazia e gli Stati Uniti d’Europa, diventando una delle figure italiane più riconoscibili sulla scena internazionale.

Addio a Emma Bonino, una vita per i diritti e la libertà
Emma Bonino

Nata il 9 marzo 1948 a Bra, in Piemonte, Emma Bonino entrò giovanissima nella politica attraverso il Partito Radicale, formazione storicamente legata al liberalismo, al laicismo e alle battaglie per i diritti individuali. Fu eletta per la prima volta alla Camera dei deputati nel 1976 e da allora rimase per decenni protagonista della vita politica italiana ed europea.

La battaglia per l’aborto e i diritti delle donne

Una delle sue prime grandi battaglie fu quella per la legalizzazione dell’aborto in Italia, quando la pratica era ancora illegale. Nel 1975 contribuì alla nascita del Centro di informazione sulla sterilizzazione e sull’aborto e partecipò alla campagna che avrebbe portato alla legalizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza nel 1978.

Quella esperienza segnò profondamente la sua concezione della politica: cambiare le leggi per aumentare la libertà e l’autodeterminazione delle persone.

Da Bruxelles alle crisi internazionali

Nel 1995 Bonino entrò nella Commissione europea, con responsabilità per Pesca, Politica dei consumatori e Aiuti umanitari. Negli anni successivi si impegnò in numerose crisi internazionali, dalla guerra nei Balcani alla difesa dei diritti delle donne, fino alla lotta contro la pena di morte e le mutilazioni genitali femminili.

Nel 1998 ricevette il Premio Principe delle Asturie per la Cooperazione internazionale, uno dei più importanti riconoscimenti europei per il suo impegno internazionale.

Ministra degli Esteri e voce dell’Italia nel mondo

Nel 2006 fu ministra del Commercio internazionale e delle Politiche europee. Nel 2013 arrivò alla Farnesina, diventando ministra degli Esteri nel governo guidato da Enrico Letta. Fu uno dei momenti più alti di una carriera politica ormai strettamente legata alle questioni internazionali.

Il sogno degli Stati Uniti d’Europa

L’Europa è stata forse il filo conduttore più forte della sua attività politica. Bonino ha difeso per tutta la vita l’idea di un’Unione europea più integrata, democratica e federale: gli “Stati Uniti d’Europa”.

Nel 2017 contribuì inoltre alla nascita di +Europa, partito liberale ed europeista con cui tornò al centro della politica italiana.

Una candidata al Quirinale che non arrivò mai al Colle

Bonino fu più volte indicata tra le personalità più autorevoli per la Presidenza della Repubblica. Nel 2013 il suo nome raccolse un consenso trasversale nell’opinione pubblica, ma non arrivò mai al Quirinale, sede della Presidenza della Repubblica italiana.

Una lunga battaglia contro la malattia

Nel 2015 Bonino annunciò di essere stata colpita da un tumore al polmone. Affrontò anni di cure continuando a mantenere una presenza pubblica e politica molto intensa. Negli ultimi anni aveva anche dovuto affrontare nuovi problemi di salute.

Il 7 settembre 2026 era stata ricoverata d’urgenza al Santo Spirito di Roma per una grave crisi respiratoria. Dopo essere uscita dalla terapia intensiva ed essere stata trasferita in una struttura privata, le sue condizioni erano rimaste delicate.

“Una lunga lotta per le libertà”

Nel messaggio con cui +Europa ha annunciato la sua morte, il partito ha ricordato Bonino come una delle protagoniste “più lucide, coraggiose e libere” della storia politica italiana e del mondo libero.

Un giudizio che riassume una parabola politica fuori dagli schemi: dalla lotta per l’aborto clandestino alla difesa dei diritti umani, dalla battaglia contro la pena di morte all’impegno per un’Europa federale.

Fonte
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