Fino al 3 aprile vietato entrare e uscire dalla Lombardia e da altre 14 province

Un nuovo decreto del governo estende la zona rossa. Spostamenti bloccati. Permessi solo in caso di emergenza. Il Coordinamento delle terapie intensive della Lombardia lancia l’allarme: “Possibilità di diffusione a tutto il territorio nazionale”

Fino al 3 aprile vietato entrare e uscire dalla Lombardia e 14 province

Fino al 3 aprile allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19 è vietato entrare e uscire “salvo che per gli spostamenti motivati da indifferibili esigenze lavorative o situazioni di emergenza” dalla Lombardia, da alcune zone di Piemonte (Asti e Alessandria), Veneto (Verona, Padova e Treviso) ed Emilia-Romagna (Piacenza, Parma, parte del Modenese, il Riminese e Pesaro Urbino). 

È quanto stabilisce il nuovo decreto del governo che prevede la chiusura nelle aree appena citate di tutte le palestre, piscine, spa e centri benessere. I centri commerciali non potranno restare aperti nel week end. Chiusi i musei, i centri culturali e le stazioni sciistiche. In queste stesse aree gli studenti non torneranno a scuola prima del 3 aprile.

Intanto il Coordinamento delle terapie intensive della Lombardia lancia l’allarme: “L’epidemia di Covid-19 esordita il 20 febbraio nell’area di Codogno è ormai estesa a tutta la Regione Lombardia con possibilità di diffondersi a tutto il territorio nazionale”. 

Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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