Borrelli ammette: “I numeri sui contagiati in Italia sono altri”

Il capo della Protezione civile: “Il rapporto di un malato certificato ogni dieci non censiti è credibile”. Poi avverte: “Non arriveranno più mascherine dall'estero”

Borrelli ammette: “I numeri sui contagiati sono altri”
Angelo Borrelli

Non è ancora un trend ed è troppo presto per dire che la curva si è arrestata, ma per il secondo giorno consecutivo i numeri hanno fotografato un Paese in cui calano sia l’incremento dei malati che quello delle vittime di coronavirus. E, per la prima volta dall'inizio dell'emergenza, in Lombardia i ricoveri in ospedale sono in diminuzione.

Dati senza dubbio positivi anche se i numeri assoluti restano molto elevati in Italia: 6.077 vittime e oltre 50.000 contagiati.

A ricordarci che la pandemia non è certo superata è poi arrivata la doccia fredda delle parole rilasciate dal capo della Protezione civile. “I numeri sui contagiati sono altri”, ha detto in un’intervista a Repubblica.

Secondo Angelo Borrelli, “il rapporto di 1 malato certificato ogni 10 non censiti è credibile”. Poi avverte: “Non arriveranno più mascherine dall’estero”. I paesi si stanno preparando al peggio.

Non c’è, dunque, alternativa. Ogni Stato dovrà puntare sulla propria produzione domestica, tenendo presente che “l’epidemia va più veloce della nostra democrazia”, ha aggiunto .

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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