Italia, possibile riapertura dopo il 4 maggio

Conte: “La riduzione dei blocchi sarà graduale”

Possibile riapertura dopo il 4 maggio

Per uscire di casa è quasi certo che se ne riparlerà dopo il ponte del primo maggio, ossia il 4. Anche se ancora nulla è certo.

Il premier difende la strategia a tappe, della progressiva chiusura dell’Italia, e continua a dire che ogni decisione sulla riapertura sarà presa solo quando gli scienziati diranno: “Adesso è possibile”.

Ma per Conte, come spiega alla Stampa, “è prematuro fare previsioni rispetto ai tempi in cui tutte le attività produttive e quelle commerciali potranno ripartire. Ci auguriamo di poter tornare quanto prima alla normalità, riducendo gradualmente le restrizioni per evitare che gli sforzi sin qui compiuti da tutto il Paese siano vani.”

Il premier licenzierà nelle prossime ore un nuovo decreto per prorogare il lockdown. Si arriverà fino al 4 maggio. Dal governo però non escludono di autorizzare prima possibili mirate aperture sul fronte industriale.

“Sempre che i nuovi contagi arrivino a contarsi sulle dita di una mano perché anche da poche decine si fa in un attimo a salire a 10 mila”. A gelare le speranze di una ripresa vicina è Walter Ricciardi, consigliere del ministro Speranza. Spiagge, concerti, aperitivi nei locali ce li scorderemo a lungo, “fino a quando non avremo trovato una terapia o un vaccino contro il Covid”, chiarisce Ricciardi.

Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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