La “Coca-Cola” dei frati? A Firenze riemerge una ricetta del Settecento che ricorda l’antenata della celebre bevanda statunitense

Nell'archivio dell'antica Farmacia del convento di San Marco è stato ritrovato un documento che descrive un elisir a base di noce di kola e foglie di coca. La ricetta precede di decenni la nascita della Coca-Cola e riaccende il dibattito sulle origini dei tonici che hanno ispirato una delle bevande più famose del mondo.

La “Coca-Cola” dei frati? A Firenze riemerge una ricetta del Settecento

Può un antico preparato dei frati domenicani di Firenze essere considerato un lontano antenato della Coca-Cola? La risposta è no, almeno dal punto di vista storico e documentale, ma il ritrovamento effettuato nell'archivio dell'antica Farmacia di San Marco, nel cuore del capoluogo toscano, apre uno scenario tanto curioso quanto affascinante.

Durante il riordino del patrimonio storico del convento è infatti emerso un foglio pubblicitario della metà dell'Ottocento che descrive un "Elixir vinoso ricostituente", un tonico naturale utilizzato contro affaticamento fisico e mentale, mal di testa e stati di debolezza.

La ricetta sorprende: coca e noce di kola come nella prima Coca-Cola

L'aspetto più sorprendente riguarda gli ingredienti.

La preparazione prevedeva infatti 30 grammi di noce di kola e 10 grammi di foglie di coca boliviana, lasciate in infusione in una soluzione alcolica.

Si tratta delle stesse materie prime che pochi anni dopo sarebbero state impiegate dal farmacista statunitense John Stith Pemberton nella realizzazione del suo celebre French Wine Coca, il tonico medicinale dal quale nel 1886 nacque la Coca-Cola.

La differenza principale fu che, con l'introduzione delle norme contro gli alcolici nello Stato della Georgia, Pemberton eliminò il vino dalla ricetta sostituendolo con acqua gassata e sciroppo zuccherino, dando vita alla bevanda destinata a conquistare il mercato mondiale.

Nessun legame diretto, ma una sorprendente coincidenza storica

Gli studiosi precisano che non esistono prove di un collegamento diretto tra il preparato dei frati fiorentini e l'invenzione americana.

Tuttavia, la straordinaria somiglianza degli ingredienti e la vicinanza cronologica testimoniano come, già tra Settecento e Ottocento, fosse diffusa in Europa e negli Stati Uniti la ricerca di tonici ricostituenti a base di principi attivi naturali provenienti dall'America Latina e dall'Africa.

Secondo la ricostruzione storica, le materie prime sarebbero arrivate a Firenze grazie ai missionari domenicani impegnati nei territori d'oltremare.

L'elisir dei frati era tra i più richiesti della Firenze Capitale

Come raccontato dal rettore del convento, padre Manuel Russo, il documento dimostra che l'elisir era uno dei prodotti di maggior successo dell'antica farmacia conventuale.

Durante gli anni di Firenze Capitale d'Italia (1865-1871), impiegati pubblici e funzionari ministeriali erano soliti fermarsi nel convento di San Marco per consumare il tonico durante le pause di lavoro.

La produzione proseguì fino agli anni Trenta del Novecento, quando il progresso della farmacologia moderna portò gradualmente all'abbandono di molte preparazioni galeniche tradizionali.

La farmacia dei frati, un patrimonio della scienza italiana

La scoperta valorizza ancora una volta il ruolo svolto nei secoli dagli ordini religiosi nello sviluppo della medicina e della farmacia.

Le antiche farmacie conventuali rappresentavano infatti autentici laboratori scientifici, dove venivano studiate piante officinali, preparati galenici e rimedi naturali molto prima della nascita dell'industria farmaceutica moderna.

Oggi restano le etichette originali, alcune bottigliette e la documentazione storica dell'elisir: testimonianze preziose che raccontano una tradizione farmaceutica italiana all'avanguardia e restituiscono una nuova pagina della storia della scienza.

Pur non essendo l'antenata della Coca-Cola in senso stretto, l'antico elisir di San Marco dimostra come molte delle intuizioni che avrebbero portato alla nascita della celebre bibita fossero già presenti nella cultura farmaceutica europea molti decenni prima della sua commercializzazione.

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