Israele e Palestina, insieme ai fornelli: il cous cous sfida la guerra

A San Vito Lo Capo, in Sicilia, uno chef palestinese e una chef israeliana gareggeranno nella stessa squadra al Campionato mondiale di cous cous. Un gesto simbolico che arriva mentre il Medio Oriente resta segnato dalla guerra.

Israele e Palestina, insieme ai fornelli: il cous cous sfida la guerra

Per la prima volta, Shady Hasbun, chef palestinese, e Tze’ela Rubinstein, chef israeliana, gareggeranno insieme nel Campionato mondiale di cous cous.

La loro squadra si chiama “Cous Cous Fest United” e sarà una delle otto formazioni internazionali protagoniste della 29ª edizione del Cous Cous Fest, in programma dal 18 al 27 settembre 2026 a San Vito Lo Capo, località turistica sulla costa nord-occidentale della Sicilia.

“Make cous cous not war”

Il messaggio scelto dagli organizzatori è diretto: “Make Cous Cous Not War”.

Non è soltanto lo slogan di un festival gastronomico. Il cous cous diventa qui il simbolo di un Mediterraneo in cui culture, religioni e tradizioni diverse si incontrano attorno allo stesso piatto.

Il festival nasce infatti proprio come International Festival of Cultural Integration e da oltre vent'anni utilizza la cucina come strumento di dialogo e conoscenza reciproca.

Dal confronto alla collaborazione

La storia dei due chef rende il gesto ancora più significativo.

Nel 2024 Hasbun rappresentava la Palestina e Rubinstein Israele, dunque erano avversari nella competizione. Quest'anno, invece, saranno dalla stessa parte.

Entrambi vivono e lavorano in Toscana e si sono conosciuti proprio attraverso il Cous Cous Fest, costruendo negli anni un rapporto professionale e umano attraverso eventi e iniziative gastronomiche.

Un Mondiale di otto squadre

Il Campionato mondiale Bia vedrà quest'anno in gara Algeria, Brasile, Francia, Italia, Marocco, Senegal e Spagna, oltre alla squadra United.

Ogni formazione porterà in competizione una ricetta legata alla propria storia gastronomica: dal cous cous nordestino brasiliano alla preparazione senegalese con agnello e verdure, fino alla ricetta valenciana legata alla storia degli emigrati spagnoli in Algeria.

L'Italia sarà rappresentata dallo chef sanvitese Enrico Figuccia, insieme ai vincitori del Campionato italiano.

La Sicilia come ponte del Mediterraneo

San Vito Lo Capo non è una grande metropoli: è un piccolo centro della provincia di Trapani, affacciato sul Mediterraneo. Ed è proprio questa posizione a rendere particolarmente suggestiva la scelta del luogo.

Per dieci giorni il paese siciliano diventerà un crocevia internazionale di cucina, musica, turismo e culture, con oltre 20 ricette di cous cous proposte nelle “Case del Cous Cous”, cooking show, incontri e concerti.

Quando la cucina prova a fare diplomazia

In un momento in cui il conflitto israelo-palestinese continua a dividere profondamente la comunità internazionale, due chef che scelgono di cucinare insieme non possono naturalmente risolvere una guerra.

Ma possono offrire un'immagine diversa: due persone con storie e identità differenti che decidono di condividere lo stesso tavolo, gli stessi ingredienti e lo stesso obiettivo.

Ed è forse proprio questa la forza del cibo: non cancellare le differenze, ma creare uno spazio nel quale le differenze possano incontrarsi.

A San Vito Lo Capo, almeno per una volta, Israele e Palestina non saranno avversari. Saranno compagni di squadra.

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