Commercio e virus: due alleati. Lo dice la storia

Le grandi epidemie si diffondono lungo le rotte commerciali. Accadeva ai tempi della peste nera e accade oggi. E la soluzione migliore è sempre la quarantena. Anche a costo di gravi sacrifici per l’economia

Commercio e virus: due alleati. Lo dice la storia

Epidemie e pandemie sono parte della storia dell’umanità. Dalla fine dell’impero romano, è stata spesso la diffusione dei virus a determinare svolte nell’evoluzione economica e culturale di numerose società. E il Covid-19 ci ricorda quanto i virus siano ancora oggi una delle più importanti cause di mortalità.

“È tuttavia raro che l’origine della trasmissione da animale a uomo (ossia individuare gli eventi legati al paziente zero) sia localizzata geograficamente – spiegano Lars Boerner e Battista Severgnini -. In più, l’estesa rete degli scambi commerciali e l’elevata mobilità delle persone rendono difficile disegnare la mappa della trasmissione dell’infezione da una città all’altra.”

Può essere d’aiuto allora guardare agli eventi del passato e, in particolare, a due delle più importanti epidemie della storia: la peste di Giustiniano (541-547 D.C.), che ha segnato il passaggio dal mondo antico al Medioevo; e la peste nera (1346-1351), che uccise dal 30 al 60% della popolazione europea di allora.

Dagli studi emerge che la trasmissione delle due epidemie dipende dalle interazioni economiche e sociali e, soprattutto, dal commercio tra centri urbani e dalla tecnologia di trasporto. Più le città erano legate da traffici commerciali intensi, più è stata veloce la propagazione dell’epidemia. Durante la peste di Giustiniano, ad esempio, il bacillo viaggiava nelle stive delle navi che portavano merci esotiche molto richieste nei più importanti centri dell’impero romano.

“La prima lezione è che il commercio è un forte propulsore di epidemie – aggiungono Boerner e Severgnini -. I mercati dove è richiesta una presenza fisica sono luoghi ideali per il contagio. Lo sono perché attraggono un elevato numero di persone che provengono da vari luoghi. E perché, come traspare spesso dai resoconti storici, i mercanti medievali erano più propensi al rischio pur di non compromettere i loro affari.”

“La seconda è l’effetto positivo delle quarantene – aggiungono -. Per esempio, ai tempi della peste nera, quando le pratiche sanitarie contro virus e bacilli erano quasi sconosciute, Agnolo Tura del Grasso nelle sue 'Cronache senesi' ci racconta che i Visconti – i signori di Milano – decisero di chiudere le porte della città a beni e persone che provenivano dall’esterno per un lungo periodo: fu uno dei primi esperimenti di quarantena mai tentati e salvò gran parte della città.”

Nei periodi di pandemie ed epidemie, dunque, il commercio diventa un prezioso alleato dei virus. E cio’ significa che non c’è alternativa all’adozione di misure drastiche, sebbene siano sfavorevoli dal punto di vista economico e sociale. Lo conferma la storia.

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