Il blocco dei camionisti no-vax fa chiudere le fabbriche canadesi di Ford, Toyota e General Motors

Minacce di blocchi anche in Francia e Belgio

Il blocco dei camionisti fa chiudere le fabbriche di Ford, Toyota e GM

Non si fermano le proteste dei camionisti no vax canadesi, che dopo l’Ambassador Bridge, il più importante valico di frontiera tra Usa e Canada, ora hanno anche bloccato diversi altri valichi di frontiera con gli Stati Uniti. A causa dei blocchi, tre delle più grandi case automobilistiche del mondo, Ford, Toyota e General Motors, hanno annunciato la chiusura temporanea delle loro fabbriche nel Paese nordamericano perché manca il sufficiente approvvigionamento di componenti. Anche il gruppo Stellantis, che controlla Fiat Chrysler, ha annunciato ritardi nella produzione nella sua fabbrica in Ontario per la mancanza di pezzi.

I camionisti stanno bloccando da giorni l’Ambassador Bridge, il più importante valico di frontiera tra Usa e Canada, dove passa circa un quarto del commercio tra i due Paesi. Si stima che la paralisi del commercio costerà 300 milioni di dollari al giorno.

Il ”Freedom Convoy”, come si autodefinisce il blocco di centinaia di camion che da quasi due settimane paralizza Ottawa, potrebbe inoltre estendersi anche alla California, mettendo a rischio lo svolgimento del Super Bowl questo fine settimana e addirittura il discorso sullo stato dell’Unione che Joe Biden pronuncerà tra qualche settimana al Congresso.

Sin dalla sua nascita a gennaio in Canada, il movimento ha avuto dei forti legami con i gruppi no vax e di estrema destra americani, raccogliendo oltre 8 milioni di dollari su GoFundMe prima che la pagina fosse rimossa. Anche una precedente pagina per una mobilitazione a Washington era stata rimossa da Facebook, dopo aver raggiunto oltre 100 mila membri, per violazioni delle regole della piattaforma.

Intanto, la protesta minaccia di estendersi anche in Francia e Belgio.

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