Dal “rischio calcolato” alla “riapertura calcolata”. Le strategie opposte di Italia e Germania

La cancelliera Merkel è tornata a difendere la linea dura, in controtendenza rispetto ad altri Paesi europei compresa l'Italia. La Germania “chiude” e punta sui vaccini contro la terza ondata.

Dal “rischio calcolato” alla “riapertura calcolata”

È entrata in vigore in Germania la legge che impone misure più restrittive in tutto il Paese per contrastare gli effetti della terza ondata da Covid. La cancelliera Angela Merkel è tornata a difendere la linea dura scelta dal governo e criticata perché in controtendenza con molti altri Paesi europei, compresa l'Italia, in cui la direzione intrapresa è quella di una “calcolata” riapertura.

Il “freno di emergenza” (così è stata ribattezzata la nuova legge) prevede la chiusura delle scuole e l’imposizione di un coprifuoco notturno. E soprattutto pone fine al braccio di ferro tra il governo centrale e i 16 Stati federali, più propensi a un allentamento delle misure.

Le restrizioni si applicano in tutti i lander con tassi di incidenza che registrano più di 100 nuove infezioni per 100 mila persone negli ultimi sette giorni. Le scuole devono invece tornare a fare la didattica a distanza nelle aree in cui il tasso supera i 165 casi. Otto lander hanno superato questa soglia nell’ultima settimana.

La Germania viaggia sui 20-25 mila casi al giorno e 250-300 decessi. Dall’inizio della pandemia, i contagi registrati sono 3.276.871 e 81.492 i morti. Ma “se riusciamo a ridurre in maniera significativa e rapida il numero dei contagi, sarà possibile nel prossimo futuro attuare una graduale apertura”, ha spiegato Angela Merkel.

Molto dipenderà dalla campagna di vaccinazione. Dopo un inizio lento, l’immunizzazione ha preso un nuovo slancio. Le dosi somministrate in Germania sono circa 25 milioni. Il 23% della popolazione adulta ha ricevuto almeno la prima iniezione, mentre il 7% risulta essere completamente vaccinato.

quotedbusiness.com è una testata indipendente nata nel 2018 che guarda in particolare all'economia internazionale. Ma la libera informazione ha un costo, che non è sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità. Se apprezzi i nostri contenuti, il tuo aiuto, anche piccolo e senza vincolo, contribuirà a garantire l'indipendenza di quotedbusiness.com e farà la differenza per un'informazione di qualità. 'qb' sei anche tu. Grazie per il supporto

Indicatori

La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

Scopri la sezione Indicatori

(opzionale)
Paesi
www.quotedbusiness.com