Ma quella di Milano è una borsa o una borsetta?

Piazza Affari oltre i mille miliardi: record storico, ma l’Italia resta una “borsa tascabile” rispetto alle grandi piazze finanziarie

Ma quella di Milano è una borsa o una borsetta?

Piazza Affari archivia il 2025 con un risultato che entra negli annali: la capitalizzazione complessiva delle società quotate supera per la prima volta i 1.000 miliardi di euro, attestandosi a 1.042 miliardi, pari al 47,2% del Pil italiano. Un balzo impressionante rispetto agli 811 miliardi di fine 2024, quando il rapporto con il Pil era fermo al 38%.

Un anno “da record” per gli indici

A trainare il rally è stato un 2025 eccezionale sul fronte dei listini. L’indice Ftse All Share ha messo a segno un +31%, la miglior performance dal 2000, mentre il Ftse Mib ha toccato i massimi storici oltre quota 45.000 punti, consacrando Milano come una delle Borse più performanti al mondo. Per confronto, nello stesso periodo lo Stoxx 600 europeo si è fermato a un +16%.

Boom di scambi e appetito per il rischio

L’euforia non si è riflessa solo sui prezzi. Il 7 aprile 2025 è stato registrato il record assoluto di contratti giornalieri, con oltre 1,4 milioni di scambi, più del doppio rispetto al precedente massimo dell’agosto 2024. Un segnale chiaro di crescente interesse degli investitori, anche retail, verso il mercato azionario italiano.

Grandi titoli protagonisti, Pmi più indietro

La fotografia del mercato, però, non è uniforme. Se le blue chip hanno corso, il resto del listino è rimasto più indietro: il Ftse Italia Growth si è fermato a un +9%, mentre lo Star delle medie imprese ha guadagnato circa il 10%. Il rialzo di Piazza Affari resta quindi concentrato soprattutto sulle grandi capitalizzazioni.

Difesa e banche, i veri motori del rally

A dominare il 2025 sono stati due grandi filoni: geopolitica e risiko bancario. Tra i titoli migliori spiccano Fincantieri (+141%), Leonardo (+89%) e Iveco (+101%), favoriti dall’aumento della spesa militare e dalle aspettative di operazioni straordinarie. Sul fronte bancario brillano Popolare di Sondrio (+104%), Bper (+89%), Unicredit (+84%), Intesa Sanpaolo (+53%) e una Mps (+34%) tornata protagonista.

I settori in affanno: auto e sanità

Non tutto però ha festeggiato. Il comparto auto e quello della sanità hanno vissuto un anno difficile, penalizzati da rallentamento dei consumi, tensioni geopolitiche e incertezze sui dazi.
Stellantis chiude il 2025 a -25%, Ferrari a -22,7%, mentre tra le peggiori figurano Amplifon (-44%) e Diasorin (-31%).

Il confronto globale resta impietoso

Nonostante il record, Piazza Affari resta una “borsa tascabile” nel confronto internazionale.
Da sola, Apple ha superato i 4.000 miliardi di dollari di capitalizzazione, così come Nvidia. Microsoft e Google viaggiano oltre i 3.000 miliardi, mentre Amazon e Meta orbitano intorno ai 2.000. Milano cresce, ma il divario strutturale con le grandi piazze finanziarie resta enorme.

Una crescita reale, ma ancora fragile

Il 2025 consegna un mercato azionario italiano più forte, più liquido e più attrattivo. Ma la concentrazione dei guadagni e il peso ancora limitato rispetto alle grandi economie globali ricordano che la strada per una vera “potenza finanziaria” è ancora lunga.

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