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È terminato il 5 ottobre lo sconto fiscale di 6,1 centesimi al litro sul gasolio. Dal 6 ottobre l’accisa torna quindi a salire, senza che il meccanismo delle accise mobili sia entrato immediatamente in vigore: il relativo decreto interministeriale Mef-Mase non risultava pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Il meccanismo delle accise mobili
Il sistema annunciato dal governo dovrebbe utilizzare l’extragettito IVA generato dall’aumento del prezzo internazionale del petrolio per finanziare temporaneamente una riduzione delle accise. A differenza dei precedenti interventi, il meccanismo non dovrebbe richiedere nuovi stanziamenti di bilancio, ma comportare uno sconto potenzialmente più contenuto.
Diesel ancora sopra 2,20 euro
Il 5 ottobre il prezzo medio nazionale self-service era di 2,048 euro/litro per la benzina e 2,242 euro per il gasolio. Sulla rete autostradale si arrivava rispettivamente a 2,062 e 2,266 euro.
Il price cap delle compagnie
A contenere parzialmente i rincari sono intervenuti i grandi operatori. Eni ha fissato un tetto di 1,99 euro per la benzina e 2,19 per il diesel dal 28 settembre per 30 giorni, con possibile proroga fino a fine anno; iniziative analoghe sono state annunciate anche da IP, Q8, e Tamoil.


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