
Dopo il confronto in Prefettura a Catania, gli autotrasportatori dell'Aias (Associazione Imprese Autotrasportatori Siciliani) hanno annunciato la sospensione dei blocchi in Sicilia, ottenendo rassicurazioni sulla partecipazione ai tavoli nazionali. Anche Fedralog (Federazione regionale della logistica) ha fermato l'astensione in Calabria, in attesa dell'incontro con il ministro Matteo Salvini previsto per il 27 ottobre. La tregua, però, resta condizionata alle risposte del governo.
Meloni sceglie la linea dura
A Palazzo Chigi, Giorgia Meloni ha riunito ministri e vertici dell'esecutivo per affrontare l'emergenza. Il Viminale ha intensificato i controlli contro i presidi che ostacolano la circolazione: secondo i dati diffusi dal governo, sono state identificate 1.339 persone, 71 denunciate e 242 sanzionate amministrativamente. Le forze dell'ordine hanno inoltre scortato centinaia di camion per garantire il trasporto delle merci.
Sul fronte economico, l'esecutivo prepara un decreto con misure per l'autotrasporto e risorse a sostegno dell'agricoltura. L'obiettivo è convincere i manifestanti a interrompere i blocchi senza rinunciare alla tutela della libertà di circolazione.
Supermercati, ristoranti e industrie sotto pressione
Le conseguenze si estendono lungo tutta la filiera produttiva. In Campania, Puglia, Calabria e Sicilia si segnalano difficoltà nei rifornimenti di alimenti freschi e prodotti deperibili. Anche la ristorazione denuncia carenze di materie prime e chiusure, mentre il comparto della mozzarella di bufala campana Dop teme pesanti ripercussioni sulla produzione.
L'agricoltura è tra i settori più esposti: Legacoop Agroalimentari ha segnalato perdite per circa 30 milioni di euro in cinque giorni per il solo kiwi giallo. In Calabria, inoltre, i costruttori denunciano carenze di acciaio e bitume, con possibili ricadute sui cantieri.
Napoli e Bari: rischio paralisi
I sindaci Gaetano Manfredi e Vito Leccese hanno lanciato l'allarme per le difficoltà nella gestione dei servizi urbani e nella raccolta dei rifiuti, chiedendo di anticipare il confronto con il governo. Anche le associazioni imprenditoriali sollecitano una soluzione rapida: il blocco dei trasporti rischia di trasformare una protesta contro il caro carburante in una crisi economica e logistica per l'intero Mezzogiorno.
La partita decisiva è sui costi
Gli autotrasportatori chiedono risposte concrete al peso del carburante e ai costi di gestione. Il governo punta a ripristinare la normalità con aiuti economici e fermezza contro le interruzioni illegali. La sospensione di alcuni blocchi apre uno spiraglio, ma la tregua dovrà tradursi in un accordo credibile.






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