
In 25 anni, i prezzi di abitazione e utenze sono saliti del 119%, mentre le bollette di elettricità e gas hanno registrato aumenti del 145%. Gli alimentari sono rincarati dell’87%, i trasporti del 78% e i carburanti del 147%. Anche ristoranti e strutture ricettive costano l’86% in più.
La tecnologia fa eccezione
Non tutti i prezzi sono aumentati: i beni e servizi legati all’informazione e alla comunicazione sono diminuiti di quasi il 60%. Più contenuti anche gli incrementi per sanità (+16%), istruzione (+25%) e abbigliamento (+41%). Per i beni industriali non energetici, l’aumento complessivo è stato di poco superiore al 25%.
Sette decenni di trasformazioni
Tra il 1955 e il 2025, secondo l’Istat, i prezzi dei beni sono aumentati di trenta volte e quelli dei servizi di sessanta. Il confronto storico mostra anche come sia cambiato il potere d’acquisto: con l’equivalente di cinque euro, nel 1926 si compravano circa 5,5 kg di patate, contro i 3 kg del 2025.
Il dato centrale: l’inflazione non colpisce tutte le famiglie allo stesso modo. Quando aumentano soprattutto casa, energia e trasporti, il peso sul bilancio è maggiore per chi destina gran parte del reddito alle spese indispensabili.


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