Più Francia e meno Germania. Italia indietro. Ecco come cambia il superindice delle Borse europee

Nell’Eurostoxx 50 entra Kering al posto di Deutsche Bank. Per l’Italia restano solo Intesa Sanpaolo, Eni ed Enel

Superindice delle Borse europee: più Francia e meno Germania. Poca Italia

L’Eurostoxx 50, l’indice delle migliori aziende degli undici Paesi che rappresentano l’eurozona, è sempre più francese e un po’ meno tedesco. L’Italia è più indietro.

Da Air Liquide a Vivendi, da l’Oreal a Danone sono numerose le industrie francesi che rientrano nell’indice: 17 su 50. La nuova revisione del listino dell’eccellenze festeggia l’ingresso di Kering – che deve la sua fortuna all’italiana Gucci - al posto di Deutsche Bank.

La Germania può comunque contare su 14 società, tra le quali le case automobilistiche Volkswagen, Bmw e Daimler, ma anche giganti come Siemens e Bayer.

Paesi Bassi e Spagna possono contare su 6 aziende ciascuno: gli iberici con i vestiti di Inditex e i viaggi di Amadeus, mentre gli olandesi puntano sul colosso alimentare Unilever.

L’Italia, che negli ultimi 5 anni ha visto uscire dal listino Telecom, Unicredit e Generali, è rappresentata soltanto da Intesa Sanpaolo, Eni ed Enel e nessuna di queste è nata da capitali privati. La terza economia dell'eurozona riesce ad apportare la metà delle aziende del listino di Spagna e Olanda.

Tuttavia, alla prossima revisione dell’indice, Luxottica entrerà nel listino in virtù della fusione con Essilor. Il gigante degli occhiali fondato da Leonardo del Vecchio è stato finora penalizzato dal ridotto flottante (la quantità di azioni emesse da un'azienda quotata che gli investitori possono commerciare sul mercato secondario) piuttosto che dalle dimensioni. E per entrare nell’Eurostoxx 50 ha dovuto cambiare sede che passa da Milano a Parigi.

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