Bce, rivolta di Parigi e Berlino. Ma Draghi batte l'asse franco-tedesco

Alla fine Draghi raggiunge il suo obiettivo e fa l'ultimo "regalo" a Italia e Spagna, ovvero i principali beneficiari del quantitative easing. E, allo stesso tempo, mette sotto pressione dollaro Usa e Fed

Bce, rivolta di Parigi e Berlino. Ma Draghi batte l'asse franco-tedesco

Nella penultima riunione del Consiglio direttivo presieduta da Draghi, che lascerà il suo incarico il 31 ottobre, Francia e Germania hanno detto no a un nuovo quantitative easing. Alla fine, però, Draghi ha “vinto”. A rivelare il retroscena sono due agenzie (Bloomberg e Reuters).

Quando Draghi ha messo la proposta (del Qe) sul tavolo a opporsi sono stati Germania e Francia. Seguite poi da Olanda, Austria ed Estonia. D’altronde, l’avversione di una parte dei tedeschi alle politiche espansive volute da Draghi non è una notizia di ieri. Da alcuni anni va avanti il confronto, o meglio lo scontro, europeo tra fautori dell’austerity e sostenitori di politiche in grado di dare fiato ai quei Paesi con alti debiti pubblici.

Alla fine Draghi ha tuttavia raggiunto il suo obiettivo: “Ci sono state molte diversità di vedute – ha spiegato in conferenza stampa l’ex governatore di Bankitalia - ma il consenso è stato così largo che non c’è stato bisogno di votare. C’era una chiara maggioranza”.

Ma ora che la Francia si è opposta al Qe, cosa farà Christine Lagarde, pronta a prendere il testimone da Draghi il primo novembre, che una settimana fa si è detta d’accordo sulla necessità di mantenere “una politica monetaria molto accomodante per un lungo periodo di tempo”?

Indicatori

Scopri la sezione Indicatori

(opzionale)
Paesi
www.quotedbusiness.com