
Unitree Robotics ha trasformato il debutto sullo STAR Market di Shanghai, il segmento dedicato alle aziende tecnologiche, in uno dei casi più spettacolari della Borsa cinese nel 2026.
Il titolo è partito da 1.100 yuan, il 629% sopra il prezzo dell’IPO di 150,80 yuan, portando temporaneamente la valutazione dell’azienda a circa 445 miliardi di yuan, pari a 66 miliardi di dollari. Poi è arrivato il ritracciamento: alla chiusura Unitree valeva 845 yuan per azione, comunque il 460% in più rispetto al prezzo di collocamento.
Quasi 10 milioni di investitori in coda
Il dato forse più impressionante riguarda la domanda.
Circa 9,8 milioni di conti retail hanno cercato di acquistare le azioni disponibili online, appena 9,7 milioni di titoli. Il tasso finale di assegnazione è sceso allo 0,018%, mentre la tranche retail è stata sottoscritta per circa 8.000 volte.
Unitree ha raccolto con l'IPO circa 6,1 miliardi di yuan, quasi 900 milioni di dollari, destinati soprattutto a ricerca, sviluppo e capacità produttiva.
Il fondatore diventa miliardario
Il rally ha prodotto anche un effetto spettacolare sulla ricchezza dei principali azionisti.
Il fondatore Wang Xingxing, 36 anni, possiede circa 121,4 milioni di azioni. Alla quotazione di chiusura, il valore della sua partecipazione è salito a oltre 100 miliardi di yuan, facendo di lui uno dei nuovi grandi patrimoni della tecnologia cinese.
Anche Meituan, principale azionista esterno, ha visto aumentare enormemente il valore della propria partecipazione.
Dai robot “cani” agli umanoidi
Fondata nel 2016 a Hangzhou, Unitree è diventata famosa inizialmente per i suoi robot quadrupedi, simili a cani, capaci di correre, saltare e muoversi su terreni complessi.
Oggi il vero obiettivo è però l'umanoide: macchine bipedi che combinano sensori, attuatori, software e intelligenza artificiale per interagire con l'ambiente fisico.
Nel 2025 Unitree ha realizzato circa 1,7 miliardi di yuan di ricavi, oltre quattro volte quelli del 2024, e ha venduto più di 5.500 robot umanoidi. Oltre il 40% dei ricavi proveniva dall'estero.
La nuova frontiera: l'“embodied AI”
La scommessa di Unitree non riguarda soltanto la robotica.
È la convergenza fra intelligenza artificiale e mondo fisico: algoritmi capaci non soltanto di generare testo, immagini o codice, ma di controllare macchine in grado di vedere, camminare, manipolare oggetti e svolgere attività nel mondo reale.
È quella che l'industria chiama embodied AI e Pechino la considera ormai un settore strategico nella competizione tecnologica con gli Stati Uniti.
“Superman” e la corsa alla robotica
Il debutto in Borsa coincide con la World Robot Conference di Pechino, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati alla robotica.
Proprio alla vigilia della quotazione Unitree ha presentato il nuovo umanoide “Superman”, progettato per raggiungere prestazioni atletiche estremamente elevate.
Il messaggio è evidente: la Cina vuole dimostrare di non essere soltanto un enorme mercato per la robotica, ma di poter diventare uno dei suoi principali centri mondiali di sviluppo e produzione.
Ma la Borsa sta correndo più della tecnologia?
Qui emerge il vero interrogativo.
Una società che nel 2025 ha generato circa 250 milioni di dollari di ricavi è arrivata, almeno temporaneamente, a una capitalizzazione di circa 66 miliardi.
Secondo Reuters, nel corso della seduta Unitree è arrivata a essere valutata intorno a 857 volte gli utili attesi per il 2026. È un multiplo che racconta soprattutto le aspettative degli investitori sul futuro della robotica, più che i fondamentali attuali dell'azienda.
La Cina punta tutto sui robot
Il caso Unitree si inserisce in una strategia molto più ampia.
AgiBot, X Square Robot, Leju Robotics, LimX Dynamics e Deep Robotics sono tra le aziende cinesi che stanno cercando di conquistare una posizione nella nuova industria degli umanoidi. E altre società stanno valutando future quotazioni.
La Cina sta cercando di replicare nella robotica il percorso già seguito con batterie, veicoli elettrici, pannelli solari e droni: investimenti massicci, filiere locali, produzione su larga scala e progressiva conquista dei mercati internazionali.
Il punto di svolta dell'“AI fisica”
Il debutto di Unitree è quindi più di un semplice rally azionario.
È un segnale della gigantesca scommessa finanziaria e industriale sulla robotica umanoide.
Ma la vera partita comincia adesso: trasformare robot capaci di correre, saltare e impressionare il pubblico in macchine economicamente competitive, affidabili e realmente utili nelle fabbriche, nella logistica, nei servizi e — un giorno — nelle case.








