Deutsche Bank, sale l’utile. Ma i problemi aumentano

Deutsche Bank, sale l’utile. Ma i problemi aumentano

Dopo il fallimento dei negoziati per la fusione con Commerzbank, Deutsche Bank affronta un’altro problema. L'istituto tedesco ha comunicato oggi i risultati del primo trimestre 2019, chiuso con un utile pari a 201 milioni di euro, in crescita del 67% su base annua. Senza dubbio, un risultato di gran lunga superiore alle aspettative degli analisti che si attendevano 29 mln.

Ma brutte notizie arrivano dal lato dei ricavi, scesi per il nono trimestre consecutivo. Tra gennaio e marzo, l’istituto ha registrato entrate per 6,341 miliardi. Si tratta di un dato che, seppur superi le attese di 6,322 mld, rappresenta una flessione del 9% su base annua. Non è tutto qui. Deutsche ha rivisto al ribasso le stime sul fatturato del 2018, che ora prevede piatto rispetto al lieve rialzo atteso in precedenza.

Per quanto riguarda il tema fusioni, tramontata l’ipotesi Commerz, l’amministratore delegato di Deutsche Bank, Christian Sewing, ha cercato di rassicurare gli investitori in un’intervista rilasciata alla Bild:  “Noi stiamo in piedi sulle nostre gambe stabilmente. Il piano con Commerz non era abbastanza convincente”, ha continuato.

Un altro matrimonio potrebbe, invece, andare in porto. Sewing, parlando in una teleconferenza con alcuni analisti, si è detto disponibile a una possibile fusione tra la controllata Dws con altri concorrenti, a condizione di restare partecipe dell’operazione. 

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La disoccupazione femminile in Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti

I dati evidenziano uno dei punti di debolezza del mercato del lavoro in Italia: la disoccupazione femminile. Il confronto con altre economie avanzate, come Germania, Giappone e Stati Uniti, mette in luce un gap strutturale, ma anche un elevato prezzo pagato alla grande crisi. Nel 2007 le donne in cerca di lavoro in Italia corrispondevano al 23,4% per poi schizzare al 45% nel 2014, salvo poi scendere al 39% nel 2017.

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