Wall Street vola: utili record per le big bank, +18% in tre mesi

Trading e investment banking spingono i profitti a 47 miliardi di dollari. Ma tra guerra, volatilità e nuove regole, il boom potrebbe non durare

Wall Street vola: utili record per le big bank, +18% in tre mesi

Per le grandi banche statunitensi la crisi, almeno per ora, sembra lontana. Nel primo trimestre del 2026 i sei colossi di Wall Street – JPMorgan Chase, Bank of America, Citigroup, Goldman Sachs, Morgan Stanley e Wells Fargo – hanno registrato utili complessivi per 47,3 miliardi di dollari, in aumento del 18,2% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Un risultato che conferma la solidità del sistema bancario statunitense anche in un contesto globale altamente instabile.

Il motore dei profitti: trading e M&A

A trainare la crescita sono stati soprattutto due fattori: il boom delle attività di trading, favorito dalla forte volatilità sui mercati (complice la crisi geopolitica in Medio Oriente), e il ritorno dell’investment banking.

Fusioni, acquisizioni e operazioni straordinarie hanno rilanciato i ricavi, segnando un’inversione di tendenza rispetto al rallentamento degli ultimi anni.

JPMorgan domina, ma crescono tutti

A guidare la classifica è ancora JPMorgan Chase, con 16,5 miliardi di utile trimestrale (+13%), seguita da Bank of America con 8,6 miliardi (+17%).

Più distanziate, ma comunque solide, le altre big: Citigroup (5,8 miliardi, +42%), Goldman Sachs (5,63 miliardi, +19%), Morgan Stanley (5,57 miliardi, +29%) e Wells Fargo (5,25 miliardi, +7%).

Nuovi rischi all’orizzonte

Nonostante i risultati brillanti, i vertici delle banche invitano alla cautela. L’incertezza legata alla guerra in Iran e alle tensioni globali potrebbe rallentare il ritmo nei prossimi mesi.

In particolare, il mercato delle Ipo e delle grandi operazioni di fusione mostra già segnali di frenata, con diverse quotazioni rinviate in attesa di maggiore stabilità.

Il nodo delle Ipo tech e le maxi valutazioni

Il 2026 era atteso come l’anno del ritorno delle grandi quotazioni tecnologiche a Wall Street, con operazioni potenzialmente miliardarie legate a società come SpaceX, OpenAI e Anthropic.

Tuttavia, la volatilità dei mercati potrebbe rinviare queste operazioni, riducendo uno dei principali motori di crescita per le banche d’investimento.

Deregulation: il vero game changer

A sostenere il settore potrebbe essere però la deregulation finanziaria promossa dalla Federal Reserve e dalle autorità di vigilanza statunitensi.

Le nuove proposte prevedono un allentamento dei requisiti patrimoniali (Basilea 3), che potrebbe liberare fino a 360 miliardi di dollari di capitale in eccesso per le principali banche USA.

Un “tesoretto” che potrebbe tradursi in più credito, più investimenti e – soprattutto – nuovi profitti.

Tra boom e incertezza: il futuro delle banche Usa

Il sistema bancario americano si conferma resiliente e capace di sfruttare anche le fasi più turbolente dei mercati. Ma il mix di tensioni geopolitiche, volatilità e cambi normativi rende lo scenario ancora altamente imprevedibile.

Per Wall Street, il 2026 potrebbe essere un anno record. Oppure l’inizio di una nuova fase di instabilità.

Fonte
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