La resa della Fed. L’economia Usa ora dipende dal Covid

La Banca centrale Usa lascia i tassi invariati e ammette: una piena ripresa dell'economia statunitense è "improbabile" se "la gente non si sentirà sicura di poter tornare alla normalità", ha detto il presidente Jerome Powell

L’economia ora dipende dal Covid. La resa della Fed
Jerome Powell, presidente della Fed dal 2018

Il destino dell’economia statunitense “dipende in modo significativo dall’andamento dalla pandemia di coronavirus”. L’allarme è della Federal Reserve, che ha lasciato invariati i tassi di interesse e prolungato fino al 31 marzo 2021 le ‘swap line’ in dollari con le banche centrali di Australia, Brasile, Corea del Sud, Messico, Singapore, Svezia, Danimarca, Norvegia e Nuova Zelanda per evitare strozzature sul mercato dei biglietti verdi.

Le ‘swap line’ in valuta è un accordo tra due banche centrali per lo scambio delle rispettive valute. Consente a una banca centrale di ottenere liquidità in valuta estera (in genere per soddisfare il fabbisogno delle banche commerciali del proprio paese) presso la banca centrale che emette tale valuta.

A spaventare la Banca centrale è l’impennata dei contagi registrato negli Usa nelle ultime settimane. Una piena ripresa dell’economia statunitense - avverte il presidente Jerome Powell - è “improbabile se le persone non si sentiranno sicure di poter tornare alla normalità”.

Ma La Fed è pronta a fare “tutto il possibile per limitare danni duraturi all’economia”. Ma non basterà. Secondo Powell, “l’attuale crisi economica è la più grave delle nostre vite e per tornare alla normalità c’è ancora bisogno del sostegno sia della politica monetaria che di quella fiscale”. Anche perché quello della disoccupazione resta un problema e “non ci saranno abbastanza posti di lavoro per tutti”.

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