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La Bank of Japan (BoJ) ha alzato il tasso di riferimento dall'1% all'1,25%, il livello più elevato dal 1995. Il rialzo era ampiamente previsto dai mercati ed è il primo aumento dei tassi in tre mesi.
La decisione riflette le persistenti pressioni sui prezzi, alimentate dall'aumento dei costi energetici, dalla debolezza dello yen e dal trasferimento sui consumatori dei maggiori costi sostenuti dalle imprese. La BoJ ha sottolineato che l'inflazione sottostante si sta avvicinando al suo obiettivo del 2%.
Il voto: 7 contro 2
La decisione è stata approvata con 7 voti favorevoli e 2 contrari. I due dissenzienti, Toichiro Asada e Ayano Sato, hanno sostenuto una maggiore prudenza nel procedere con nuovi aumenti.
Il dato è importante perché suggerisce che, pur essendo favorevole a una progressiva normalizzazione della politica monetaria, la BoJ non considera scontato un rapido percorso di ulteriori rialzi.
Una svolta dopo decenni di tassi ultra-bassi
Il rialzo rappresenta un altro passo nel processo di normalizzazione monetaria del Giappone, dopo decenni caratterizzati da tassi estremamente bassi e da politiche monetarie straordinariamente espansive.
La BoJ ha iniziato ad abbandonare questa impostazione nel 2024, quando ha posto fine ai tassi negativi e al controllo della curva dei rendimenti. Da allora il percorso verso tassi più elevati è proseguito gradualmente.
Il paradosso dello yen
La sorpresa dei mercati è arrivata dalla valuta. Dopo l'annuncio, lo yen si è indebolito, arrivando intorno a 156,91 per dollaro.
Il motivo è soprattutto nelle aspettative: il rialzo era già ampiamente incorporato nei prezzi e i due voti contrari, insieme alla cautela della BoJ sul futuro percorso dei tassi, hanno ridotto le aspettative per una stretta monetaria più aggressiva.
Tokyo resta comunque molto lontana da Fed e BCE
Nonostante il nuovo massimo trentennale, il tasso giapponese rimane nettamente inferiore a quello delle altre principali banche centrali.
Il tasso della Banca Centrale Europea è al 2,5%, mentre la Federal Reserve statunitense si trova nella fascia 3,75%-4%. Il differenziale dei tassi continua quindi a rappresentare un elemento importante per il cambio yen/dollaro e per i flussi finanziari internazionali.
La prossima domanda: quanto saliranno ancora i tassi?
Il nuovo livello dell'1,25% si colloca all'interno della stima della BoJ per il tasso nominale neutrale, indicato in un intervallo compreso tra l'1,1% e il 2,5%.
La questione centrale per i mercati diventa quindi il ritmo dei prossimi rialzi. Secondo un sondaggio Reuters, gli economisti si aspettano in media un tasso all'1,5% entro marzo 2027, ma il percorso dipenderà dall'evoluzione dell'inflazione, dei salari, dello yen e dei prezzi dell'energia.
Dal Giappone arriva così un altro segnale della trasformazione della politica monetaria globale: l'era dei tassi ultra-bassi non è ancora definitivamente alle spalle, ma per Tokyo il ritorno a una politica monetaria più “normale” è ormai in pieno corso.







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