Milano-Cortina accende il mondo

La cerimonia “Armonia” inaugura i Giochi invernali 2026

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dichiarato ufficialmente aperti i XXV Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026 durante la cerimonia allo stadio San Siro, cuore simbolico di Milano e della sua storia sportiva. Un passaggio di testimone ideale con il passato: come Giovanni Gronchi nel 1956 e nel 1960 e Carlo Azeglio Ciampi nel 2006, il Capo dello Stato ha segnato l’inizio di un nuovo capitolo olimpico italiano.

“Armonia”: il filo conduttore di un’Olimpiade diffusa

Il tema scelto per l’opening ceremony è “Armonia”, declinato in un format innovativo e policentrico con collegamenti live da Cortina d’Ampezzo, Predazzo e Livigno. Un modello organizzativo inedito per i Giochi invernali, pensato per valorizzare territori diversi e ridurre la concentrazione infrastrutturale in un’unica città, in linea con la nuova filosofia del CIO sulla sostenibilità degli eventi.

Lo show globale tra lirica, pop e icone italiane

La cerimonia, diretta da Marco Balich, ha unito cultura alta e pop culture: da Puccini, Rossini e Verdi rielaborati in chiave contemporanea all’omaggio a Raffaella Carrà, fino alle performance di Laura Pausini, Andrea Bocelli e Mariah Carey. In scena anche Charlize Theron, ambasciatrice ONU per la Pace, con un messaggio ispirato a Nelson Mandela. Un racconto visivo della “marca Italia”: arte, moda, musica e design come soft power culturale.

San Siro, simbolo celebrato (e destinato a sparire)

Destino paradossale per lo stadio Meazza: celebrato come icona mondiale durante l’inaugurazione, ma destinato a essere demolito (tra numerose polemiche) nei prossimi anni per fare spazio al nuovo impianto di Inter e Milan. Un simbolo del passato che saluta il mondo mentre l’Italia olimpica guarda al futuro.

Fiamma olimpica, politica e diplomazia

Nel pomeriggio, la fiaccola olimpica aveva attraversato Milano tra folla e turisti, mentre in prefettura la premier Giorgia Meloni incontrava il vicepresidente USA J.D. Vance, segno del peso geopolitico e mediatico dell’evento. Le Olimpiadi, ancora una volta, come piattaforma diplomatica globale.

Arte, poesia e tensioni sulla libertà espressiva

Momento simbolico il rapper Ghali con la poesia “Promemoria” di Gianni Rodari contro la guerra, al centro di polemiche per la mancata versione in arabo. Un episodio che riaccende il dibattito su libertà artistica, censura e geopolitica nei grandi eventi sportivi.

Le Olimpiadi più controverse? La protesta degli attivisti

Fuori dallo stadio, attivisti e comitati civici denunciano l’impatto ambientale e urbanistico delle opere olimpiche, definendo Milano-Cortina “le Olimpiadi più insostenibili di sempre”. Un conflitto ormai strutturale tra grandi eventi e sostenibilità territoriale, che rischia di segnare il legacy dei Giochi.

Due miliardi di spettatori e la vetrina globale dell’Italia

Secondo le stime, la cerimonia è stata seguita da circa 2 miliardi di spettatori nel mondo, trasformando Milano e Cortina in una vetrina globale senza precedenti per il brand Italia, il turismo e l’industria culturale.

Fonte
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