
Per Milano-Cortina 2026 l’obiettivo dichiarato è chiaro: raggiungere il pareggio tra costi e ricavi, fissati a circa 1,7 miliardi di euro. È il “budget lifetime” della Fondazione Milano Cortina, che dovrà coprire la macchina organizzativa dei Giochi secondo il modello di sostenibilità imposto dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO).
Rispetto al dossier di candidatura del 2019, il budget è cresciuto di circa il 15%, soprattutto a causa dello shock inflattivo post-pandemia e delle tensioni geopolitiche legate alla guerra in Ucraina, che hanno fatto esplodere i prezzi delle materie prime e dei servizi.
Chi paga e chi incassa: il modello CIO
Nel modello olimpico moderno, il Comitato organizzatore finanzia l’evento con un mix di contributi del CIO (diritti TV e sponsor globali), sponsor locali, biglietteria e hospitality. Il CIO copre una parte significativa dei costi operativi, mentre infrastrutture e grandi opere restano in larga parte a carico dei governi e degli enti territoriali, alimentando il dibattito su debito pubblico e ritorno economico.
Il caso di Parigi 2024 ha dimostrato che il pareggio è possibile: il comitato organizzatore ha chiuso con un piccolo surplus grazie a biglietti e sponsor record, nonostante un aumento dei costi del 17%. Ma il successo finanziario operativo non coincide sempre con quello complessivo per lo Stato.
Inflazione, sicurezza e geopolitica: i veri moltiplicatori dei costi
Il budget di Milano-Cortina ha dovuto fare i conti con: inflazione delle materie prime e dell’energia; costi di sicurezza in crescita; instabilità geopolitica globale; ritardi infrastrutturali che rischiano di tradursi in extra-costi per le amministrazioni locali. Sono le variabili che storicamente fanno deragliare i conti olimpici, trasformando eventi sportivi in grandi opere pubbliche con impatti fiscali di lungo periodo.
La partita vera: la legacy economica
Il pareggio della Fondazione riguarda solo l’organizzazione dei Giochi. La partita più importante è quella della legacy: infrastrutture, turismo, rigenerazione urbana e sviluppo delle aree montane. Secondo gli economisti, il successo di un’Olimpiade non si misura solo con il bilancio dell’evento, ma con l’effetto sul PIL, sull’attrattività internazionale e sugli investimenti privati nel lungo periodo. Milano-Cortina punta su un modello “diffuso e sostenibile”, ma il dibattito politico ed economico resta acceso: i benefici supereranno davvero i costi?
Tra vetrina globale e stress test per i conti pubblici
Milano-Cortina 2026 sarà una delle Olimpiadi più osservate degli ultimi anni: un banco di prova per il modello europeo di grandi eventi, stretto tra sostenibilità, disciplina fiscale e ambizioni geopolitiche. Il pareggio è l’obiettivo ufficiale. Ma la vera sfida è dimostrare che l’Olimpiade non è solo una festa, bensì un investimento produttivo per il Paese.


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