La pesante eredità che lascia Antonio Megalizzi

La pesante eredità che lascia Antonio Megalizzi
Antonio Megalizzi

Caduto in una delle città simbolo dell’Unione europea. Lui che si era autodefinito in un’intervista “folgorato sulla via di Bruxelles”. A 28 anni è morto così Antonio Megalizzi, bersaglio perfetto nella testa inconsapevole dell’attentatore. Al giovane trentino dal sorriso stampato va riconosciuto di aver saputo vedere positivo in una fase storica in cui l’Europa sembra diventata un problema, un intralcio ai governi nazionali. Invece no, lui ci credeva e fino in fondo.

Questa è l’eredità che lascia Megalizzi. E per chi vuole celebrarlo non sarà sufficiente unirsi al cordoglio e piangerlo, sarà necessario raccogliere il suo testimone. E contribuire a costruire un'Europa più forte, non più debole. Questo sembra l’unico destino possibile per sopravvivere a un mondo che si va sempre più “regionalizzando” (a cominciare dal blocco asiatico) dopo che la crisi del 2008 ha reso evidente agli occhi di tutti che la globalizzazione ha ridotto la povertà mondiale ma ha aumentato sensibilmente la disuguaglianza all’interno dei paesi.

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