L’Europa deve compiere un salto di qualità. È questo il messaggio centrale di Mattarella, che invita Bruxelles e gli Stati membri a superare esitazioni e ritardi per affrontare una rivoluzione tecnologica destinata a cambiare economia, lavoro e democrazia.
Secondo il Capo dello Stato, l’IA rappresenta una straordinaria opportunità di crescita e innovazione, ma richiede governance, investimenti e una risposta coordinata a livello europeo.
Il rischio dei nuovi monopoli tecnologici
Mattarella ha acceso i riflettori anche sulla crescente concentrazione del potere tecnologico nelle mani di pochi grandi gruppi privati globali. Una dinamica che, ha avvertito, pone questioni cruciali di sovranità, sicurezza e tutela dei diritti dei cittadini.
Il timore è che il controllo di dati, algoritmi e infrastrutture digitali possa ampliare le disuguaglianze economiche e sociali, creando nuove forme di dipendenza tecnologica.
“Non demonizzare l’IA, ma governarla”
Nel suo intervento, il Presidente ha sottolineato che ogni innovazione porta con sé opportunità e rischi. La sfida non è fermare il progresso, ma orientarlo verso il bene comune.
Mattarella ha inoltre richiamato le parole di Papa Leone XIV, che nella sua prima enciclica ha evidenziato come l’Intelligenza Artificiale debba restare al servizio della persona e non sostituire il valore umano del lavoro.
Italia, Spagna e Portogallo unite sull’IA
A Venezia è stato firmato un memorandum con il re di Spagna Felipe VI e il presidente portoghese António José Seguro. L’obiettivo è costruire una risposta europea condivisa alle trasformazioni prodotte dall’Intelligenza Artificiale, rafforzando ricerca, innovazione e formazione delle nuove competenze.
Una sfida strategica che, secondo i promotori, determinerà la competitività e la tenuta democratica dell’Europa nei prossimi decenni.









