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Molto prima di trasformarsi nella capitale della nautica di lusso, Porto Cervo era già un porto conosciuto dai navigatori del Mediterraneo. Le più recenti ricerche storiche riportano infatti al 1173 la prima testimonianza documentale dell'antico approdo della Costa Smeralda, citato come "Loco Demola", nell'area allora nota come Monti di Mola.
Le antiche pergamene e le carte nautiche raccontano un luogo che per secoli ha rappresentato un punto di riferimento per i traffici commerciali e la navigazione, grazie alla sua posizione naturalmente protetta dai venti e dalle mareggiate.
Le mappe raccontano un porto strategico
Le ricerche condotte da Mario Soggiu, studioso dell'associazione culturale La Scatola del Tempo, hanno riportato alla luce preziosi documenti conservati in archivi italiani ed europei. Tra questi spicca la Carta Pisana del 1290, custodita presso la Biblioteca Nazionale di Francia, nella quale Porto Cervo compare già come approdo sicuro, oltre a numerose carte nautiche del XVI e XVII secolo che identificano la baia come "Porto Cervio", rifugio ideale per le imbarcazioni che attraversavano il Mediterraneo.
Secondo gli studiosi, anche l'antico nome Poltu Cuadu, in lingua sarda "porto nascosto", descrive perfettamente le caratteristiche naturali della baia, apprezzata dai marinai per la sua sicurezza.
Dalla Costa Smeralda agli yacht di lusso
La storia contemporanea di Porto Cervo inizia invece tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, quando il principe Karim Aga Khan IV, insieme a un gruppo di investitori internazionali, avviò il progetto della Costa Smeralda, trasformando il piccolo borgo gallurese in una delle destinazioni più esclusive del turismo mondiale.
Oggi Porto Cervo ospita uno dei porti turistici più prestigiosi del Mediterraneo, meta di grandi yacht, regate internazionali e turismo di alta gamma, rappresentando uno dei simboli del lusso italiano.
Una mostra riscopre le origini
Per raccontare questa storia poco conosciuta è stata allestita la mostra "Fra Bussole e Stelle. Porto Cervo nell'antica cartografia", visitabile fino al 20 agosto lungo la Passeggiata del borgo. L'esposizione raccoglie antiche mappe, pergamene e documenti che testimoniano il ruolo centrale di Porto Cervo nei traffici marittimi medievali, offrendo una nuova prospettiva su uno dei luoghi più iconici della Sardegna.
La riscoperta delle origini medievali di Porto Cervo conferma come la storia della Costa Smeralda non inizi negli anni Sessanta, ma affondi le proprie radici in oltre otto secoli di navigazione, commercio e cultura mediterranea.




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