Migrazioni in Italia: 169 mila nuovi residenti nel 2024, ma il trend è in diminuzione

Crescono gli arrivi da Ucraina e Albania. Effetti positivi sul mercato del lavoro, mentre gli italiani continuano a emigrare: 152 mila nel 2023

Migrazioni in Italia: 169 mila nuovi residenti nel 2024, ma il trend è in d

Nel 2024, l’Italia ha accolto 169.000 nuovi migranti permanenti, il 16% in meno rispetto al 2023. Lo riporta l’OCSE nel rapporto Prospettive sulle Migrazioni Internazionali 2025.
Tra i nuovi arrivi: 23% per libera circolazione UE, 10% per motivi professionali, 61% per ragioni familiari e 5% umanitari. Sempre nel 2024, sono stati concessi 20.000 permessi di soggiorno a studenti universitari internazionali e 17.300 a lavoratori migranti temporanei e stagionali.

Ucraina e Albania guidano gli arrivi, cala la Romania

I principali Paesi d’origine dei migranti nel 2023 sono Ucraina, Albania e Romania.
Crescono in particolare gli ingressi dall’Egitto (+8.300), mentre la Romania registra il calo maggiore (-5.100) rispetto all’anno precedente.

Asilo: richieste in aumento del 16%

Le richieste di asilo presentate per la prima volta in Italia nel 2024 sono state 151.000, in aumento del 16%. La maggior parte dei richiedenti proveniva da Bangladesh (33.000), Perù (16.000) e Pakistan (12.000). Solo il 36% delle 79.000 decisioni prese è stato positivo, secondo i dati OCSE.

Gli italiani continuano a partire: 152 mila emigrati nel 2023

Nel 2023, 152.000 italiani hanno lasciato il Paese per destinazioni OCSE, con un trend stabile rispetto all’anno precedente. Le mete preferite: Spagna (32%), Germania (15%) e Svizzera (13%).

Lavoro e demografia: la migrazione come risorsa strategica

Nonostante la crescita economica rallenti, i mercati del lavoro OCSE restano sotto pressione.
“Le migrazioni – spiega Stefano Scarpetta, direttore per l’Occupazione dell’OCSE – non risolvono il problema dell’invecchiamento, ma possono attenuarne gli effetti.” Gli immigrati sono infatti essenziali in settori come sanità, agricoltura, edilizia, ristorazione e IT.

Migranti: stipendi più bassi del 34%, ma ruolo cruciale per le economie

Secondo l’OCSE, gli immigrati percepiscono salari inferiori del 34% rispetto ai lavoratori locali della stessa età e sesso. Tuttavia, il loro contributo rimane fondamentale in numerosi settori produttivi, anche quelli più avanzati.

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