
Non si fermano le mire geopolitiche dell’amministrazione Trump. Dopo Groenlandia e Artico, Washington punta ora al Caucaso, una delle aree più sensibili e strategiche del pianeta. L’obiettivo è la creazione di un corridoio di transito attraverso l’Armenia per collegare l’Azerbaigian alla sua exclave del Nakhitchevan, rafforzando così la presenza statunitense in una regione cruciale per gli equilibri energetici e geopolitici.
Il progetto “Tripp”: cos’è e perché conta
Il corridoio si chiamerà “Via Trump per la Pace e la Prosperità Internazionale” (Tripp, secondo l’acronimo inglese). Il progetto consentirebbe agli Stati Uniti di ottenere diritti di sviluppo infrastrutturale, aprendo la strada a una maggiore influenza americana in un’area ricca di idrocarburi, storicamente considerata il “giardino di casa” della Russia e geograficamente prossima all’orbita iraniana.
A confermare l’intenzione di andare avanti è stato il segretario di Stato Marco Rubio, che ha discusso il progetto nel corso di un incontro con il ministro degli Esteri armeno Ararat Mirzoïan. Secondo Rubio, il corridoio rappresenta una svolta non solo economica, ma anche diplomatica, in grado di stabilizzare una regione segnata da decenni di conflitti.
L’accordo di Washington tra Armenia e Azerbaigian
Il Tripp affonda le sue radici nell’accordo firmato ad agosto a Washington, sotto l’egida del presidente Trump, con cui Armenia e Azerbaigian hanno formalmente chiuso il conflitto sul Nagorno-Karabakh. L’intesa prevede proprio la creazione di una zona di transito che attraversa il territorio armeno, rispondendo a una storica rivendicazione di Baku.
Una mossa strategica tra Mosca e Teheran
Dal punto di vista geopolitico, il progetto rappresenta una sfida diretta agli equilibri regionali. La Russia osserva con crescente attenzione l’avanzata americana in un’area da sempre sotto la sua influenza, mentre l’Iran si oppone apertamente al corridoio, temendo di essere marginalizzato nel Caucaso e di vedere una presenza straniera lungo il proprio confine settentrionale.
La posizione armena sulla sicurezza
Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha chiarito che la sicurezza del corridoio sarà garantita dall’Armenia, escludendo il coinvolgimento diretto di Paesi terzi sul piano militare. Una precisazione volta a rassicurare l’opinione pubblica interna e i vicini regionali, ma che non dissipa tutte le tensioni.
“Un modello per il mondo”, secondo Washington
Per Marco Rubio, il Tripp è destinato a diventare “un modello globale”, capace di dimostrare come sviluppo economico, apertura commerciale e rispetto della sovranità nazionale possano coesistere. “Sarà positivo per l’Armenia, per gli Stati Uniti e per tutti gli attori coinvolti”, ha dichiarato, annunciando che l’amministrazione Trump lavorerà ora alla fase di attuazione concreta dell’accordo.










