Mondo trumpizzato

Da Davos il presidente Usa insiste sull’acquisizione dell’isola artica: “Serve alla sicurezza globale”. Pressioni su Danimarca ed Europa, attacchi a Canada e Macron

Groenlandia, Trump rilancia: “Niente forza. Ma trattative subito”

Dal palco del Forum economico mondiale di Davos, Donald Trump prova a rassicurare – ma solo in parte. Il presidente degli Stati Uniti esclude l’uso della forza per ottenere la Groenlandia, territorio autonomo danese, ma rilancia con decisione: “Servono negoziati immediati” per l’acquisizione da parte di Washington.

“Non userò la forza, non ne ho bisogno”

“Molti pensano che userò la forza. Ma non ne ho bisogno e non lo farò”, ha dichiarato Trump il 21 gennaio, cercando di smorzare le preoccupazioni internazionali. Una precisazione che però non cambia la sostanza: la volontà di portare la più grande isola del mondo sotto controllo americano resta intatta.

La Groenlandia come asset strategico

Secondo il presidente Usa, solo Washington può garantire la sicurezza di quello che definisce “un colossale blocco di ghiaccio”. Un territorio che, nelle parole di Trump, andrebbe “sviluppato, migliorato e reso vantaggioso anche per l’Europa”. Da qui la richiesta esplicita di aprire subito un tavolo negoziale.

La minaccia velata agli alleati

Il tono si fa più duro quando Trump si rivolge a Danimarca ed Europa: “Si trovano davanti a una scelta. Possono dire sì, e ne saremo grati. Oppure dire no, e ce ne ricorderemo”. Una frase che suona come un avvertimento politico ed economico, nel solco della diplomazia muscolare che ha segnato il suo ritorno alla Casa Bianca.

Attacchi a raffica agli alleati occidentali

L’intervento di Davos diventa anche l’occasione per regolare conti geopolitici. Trump accusa la Danimarca di ingratitudine per il rifiuto di cedere la Groenlandia e si scaglia contro il Canada, sostenendo che “esiste solo grazie agli Stati Uniti” e che il premier **Mark Carney dovrebbe esserne grato”.

La frecciata a Macron

Non manca l’ironia nei confronti del presidente francese Emmanuel Macron, che aveva denunciato un tentativo di subordinare l’Europa. “Ho visto che cercava di fare il duro, con i suoi bellissimi occhiali da sole”, ha commentato Trump, con una battuta che ha fatto rapidamente il giro dei social.

Un nuovo scossone all’ordine globale

A un anno dal suo ritorno al potere, Trump continua a sovvertire equilibri consolidati, tra pressioni sugli alleati, rivendicazioni territoriali e un linguaggio che mette sotto stress la diplomazia occidentale. La partita sulla Groenlandia si conferma così uno dei dossier più esplosivi del nuovo scenario geopolitico.

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