Accordo Ue-India, maxi apertura commerciale: chi vince (e chi no) nel made in Italy agroalimentare

Firmato a New Delhi lo storico accordo di libero scambio tra Unione europea e India. Dazi giù su vino, pasta, cioccolato e formaggi: opportunità enormi per alcune filiere italiane, meno per altre. Sullo sfondo, geopolitica, sicurezza e competizione globale

Accordo Ue-India, maxi apertura commerciale: chi vince (e chi no)

Il 27 gennaio l’Unione europea e l’India hanno firmato a New Delhi quello che Bruxelles e Nuova Delhi definiscono “l’accordo degli accordi”: un trattato di libero scambio che crea una zona economica da due miliardi di persone. A siglarlo, il primo ministro indiano Narendra Modi, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo António Costa.

Dazi ridotti o azzerati su oltre il 90% delle merci

Il cuore dell’intesa è commerciale: oltre il 90% delle esportazioni europee verso l’India vedrà dazi eliminati o fortemente ridotti, con un risparmio stimato fino a 4 miliardi di euro l’anno per le imprese Ue. I dazi sulle auto europee scenderanno dal 110% al 10%, quelli sul vino dal 150% al 20%, mentre pasta e cioccolato, oggi tassati al 50%, saranno completamente liberalizzati.

Le grandi opportunità per l’agroalimentare italiano

Per il made in Italy alimentare si aprono spazi significativi, soprattutto nei segmenti a maggiore valore aggiunto: vino e spumanti, finalmente più competitivi su un mercato in rapida crescita; pasta, cioccolato e dolci, che beneficeranno dell’azzeramento dei dazi; formaggi trasformati e prodotti premium, destinati alla classe media urbana indiana. L’India, con 1,4 miliardi di abitanti e una domanda in espansione, rappresenta uno dei mercati più promettenti al mondo.

I settori che resteranno indietro

Non tutte le eccellenze italiane, però, trarranno vantaggio dall’accordo. La prevalenza di una dieta vegetariana limita fortemente le prospettive per: carni e salumi; alcuni prodotti lattiero-caseari tradizionali. Filiere simbolo del made in Italy rischiano quindi di restare ai margini del boom commerciale.

Non solo commercio: difesa, sicurezza e mobilità

L’intesa va oltre l’economia. Ue e India rafforzano la cooperazione su sicurezza marittima, cyber-difesa e antiterrorismo, aprendo anche alla coproduzione industriale nel settore della difesa. Sul fronte della mobilità, nasce il primo EU Legal Gateway Office in India, pensato per facilitare l’ingresso in Europa di studenti, ricercatori e lavoratori qualificati.

Geopolitica e nuovi equilibri globali

L’accordo arriva in un contesto internazionale segnato da tensioni: concorrenza con la Cina, ritorno dei dazi statunitensi e crisi dell’ordine multilaterale. “Europa e India si presentano come partner affidabili in un mondo che cambia”, ha sottolineato von der Leyen. Un messaggio che guarda anche all’America di Donald Trump.

Un mercato chiave per il futuro europeo

Secondo il Fondo monetario internazionale, nel 2026 l’India supererà il Giappone diventando la quarta economia mondiale. Per l’Europa — e per l’Italia — l’accordo rappresenta una scommessa strategica: chi saprà adattarsi ai gusti e alle regole del mercato indiano potrà crescere, gli altri resteranno indietro.

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