Giorgia Meloni ha scelto Addis Abeba invece di Monaco di Baviera. Mentre leader europei e americani si confrontavano alla Conferenza sulla sicurezza su Ucraina, Nato e futuro dell’ordine globale, la premier italiana era in Etiopia per il vertice Italia-Africa e per rilanciare il suo Piano Mattei, definito “rivoluzionario”. Un’assenza che non è passata inosservata: secondo fonti diplomatiche, a Meloni era stato offerto un intervento di rilievo subito dopo il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Ma Roma ha preferito spostare l’attenzione a sud, segnando una scelta geopolitica precisa.
Il gelo con l’Ue e l’ombra della frattura transatlantica
L’assenza arriva in un momento delicatissimo per l’Europa. A Monaco, Merz ha certificato la “frattura” tra Stati Uniti ed Europa, prendendo le distanze dall’agenda MAGA e rilanciando l’idea di un’Europa più sovrana.
Meloni, che negli ultimi anni ha mostrato sintonia con parte della destra americana su temi culturali e identitari, si è tenuta lontana dal dibattito, evitando commenti su dazi, Nato, clima e Ucraina. Un silenzio che ha alimentato l’imbarazzo politico, soprattutto dopo le parole del cancelliere tedesco.
Tajani minimizza, ma la linea italiana appare in bilico
A Monaco, il vicepremier Antonio Tajani ha provato a smussare le tensioni: “Le alleanze si aggiornano, ma l’unità dell’Occidente resta la bussola”. Un messaggio rassicurante, ma che non cancella la percezione di una politica estera italiana sospesa tra atlantismo, sovranismo europeo e apertura al Sud globale.
Il Piano Mattei tra diplomazia e affari
Ad Addis Abeba, Meloni ha puntato tutto sull’Africa: una delegazione di top manager pubblici e privati (Eni, Acea e altre grandi aziende) per rafforzare cooperazione energetica, infrastrutture e investimenti. Al vertice hanno partecipato il segretario generale ONU António Guterres e leader africani, mentre Ursula von der Leyen ha scelto Monaco, segnale politico che Bruxelles continua a guardare con prudenza all’iniziativa italiana.
Diplomazia selettiva e comunicazione controllata
Durante il summit, Meloni ha evitato domande dei giornalisti su Ucraina, Stati Uniti e tensioni con Berlino. Un’agenda mediatica blindata, concentrata sul Piano Mattei e sulla narrativa di un’Italia ponte tra Europa e Africa.
Un’assenza che pesa nel nuovo ordine globale
La Conferenza di Monaco è stata descritta da molti analisti come uno spartiacque: Europa e Stati Uniti stanno ridefinendo il loro rapporto, mentre Cina, Russia e potenze regionali accelerano nel mondo multipolare. In questo scenario, l’assenza della premier italiana dal principale forum euro-atlantico solleva una domanda strategica: l’Italia guarda più a Washington, a Bruxelles o a Addis Abeba?





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