Secondo l’Osservatorio di Unione Italiana Vini, a marzo le vendite di vino italiano negli Usa sono diminuite del 20,5%. A incidere sono soprattutto i timori legati ai dazi commerciali e il confronto con il boom di acquisti registrato a inizio 2025, quando gli importatori americani avevano fatto scorte preventive.
Crescono Asia e Sudamerica
A sostenere l’export italiano sono invece nuovi mercati emergenti: Russia, Cina, Brasile e Messico mostrano segnali di forte crescita. In particolare, il Brasile beneficia dei primi effetti positivi dell’accordo commerciale UE-Mercosur.
Prezzi in aumento negli Usa
Negli Stati Uniti, primo mercato mondiale per il vino italiano, i consumi continuano però a rallentare. Secondo i dati SipSource, i volumi di vendita sono scesi del 7,2% nel primo quadrimestre 2026, mentre i prezzi al consumo sono aumentati del 4,3%, nonostante gli sconti praticati dalle cantine italiane per assorbire parte dei dazi.
Frescobaldi: “Serve ridurre la produzione”
Il presidente Uiv Lamberto Frescobaldi invita il settore alla prudenza: con magazzini già pieni e domanda globale debole, produrre troppo rischia di comprimere ulteriormente i prezzi. Positive, secondo Uiv, le prime decisioni di alcune denominazioni di ridurre le rese in vista della prossima vendemmia.
Prosecco ancora resiliente
Nel quadro generale negativo, il Prosecco continua a mostrare segnali di tenuta, soprattutto nella fascia premium e nell’horeca internazionale, confermandosi uno dei simboli più forti del made in Italy nel mondo.







