Globalizzazione: capire gli errori passati. Ma ora stop agli accordi scritti da e per le multinazionali

Nel libro “Globalization and Its Discontents” 15 anni fa ho cercato di spiegare la crescente insoddisfazione verso la globalizzazione nei Paesi in via di sviluppo. A sostenerlo è Joseph Stiglitz. Secondo l’ex Vice-Presidente della Banca Mondiale, molti nei Pvs credevano che il sistema fosse truccato contro di loro. Ora il malcontento ha alimentato un'ondata di populismo nei Paesi avanzati.

Gli Stati Uniti hanno fondamentalmente scritto le regole e creato le istituzioni della globalizzazione. In alcune, come l’Fmi, gli Usa hanno ancora il potere di veto, nonostante il proprio ruolo sia diminuito a livello globale.

Tuttavia, il problema è come tale potere sia stato usato. Infatti, il programma dei negoziatori statunitensi era fissato, a porte chiuse, dalle corporazioni. In altri termini, era un'agenda scritta da, e per, grandi multinazionali. Oggi, invece, sappiamo che i benefici devono essere condivisi se vogliamo che l'economia globale funzioni.

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