Uruguay, il pioniere mondiale della marijuana

L'Uruguay è stato il primo Stato al mondo a legalizzare la cannabis per uso ricreativo. A cinque anni dall’approvazione della pionieristica legge come sta andando?

Il pioniere mondiale della marijuana

"Nel primo giorno abbiamo venduto 1.250 bustine di cannabis in sei ore", racconta Esteban Riviera, proprietaria di una grande farmacia dall'aspetto moderno a Montevideo, la capitale dell'Uruguay. La vendita legale è iniziata il 19 luglio 2017, più di tre anni e mezzo dopo l’approvazione della legge. Nonostante la cautela adottata dal governo uruguagio, qualcosa è andato storto.

"La mia banca mi ha detto di smettere di vendere cannabis o dovrò chiudere il mio conto con la loro banca", dice Riviera, che poco dopo ha smesso di vendere cannabis. Il problema è che gli istituti di credito del paese sudamericano fanno affidamento su partnership per le loro transazioni internazionali con banche statunitensi, che sembrano non accettare il business della cannabis. E ricorda quanto Washington sia in grado attraverso il canale finanziario di controllare l’economia di Montevideo.

Le farmacie sono gli unici esercizi autorizzati a vendere marijuana ricreativa in Uruguay ma - in parte a causa delle restrizioni imposte alle banche – soltanto 17 hanno le bustine di erba in un paese di 3,5 milioni di persone. Il sistema è strettamente controllato. I clienti devono registrarsi e possono acquistare 10 grammi a settimana.

Tuttavia, se l’obiettivo era di eliminare il mercato illegale, le interminabili code all’esterno delle 17 farmacie suggeriscono che in quello legale l'offerta non soddisfa la domanda. È per questo che a breve si dovrebbe passare da 2 a 6-7 aziende autorizzate alla produzione. Resta il fatto che il vero business non è quello per uso ricreativo quanto quello medicinale, che ha margini di profitto ben più elevati e un numero crescente di nuovi potenziali mercati.

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