
La città autonoma spagnola di Ceuta, enclave europea sulla costa nord del Marocco, sta affrontando una delle più gravi crisi migratorie degli ultimi anni. Migliaia di persone, provenienti in larga parte dal Maghreb e dall'Africa subsahariana, hanno tentato di raggiungere il territorio spagnolo attraversando il mare o superando il confine terrestre.
Secondo le autorità locali, nelle ultime 24 ore sono stati recuperati almeno 16 corpi senza vita, mentre decine di persone risultano disperse. Il numero delle vittime registrate nelle acque di Ceuta dall'inizio dell'anno sale così a 44, confermando la crescente pericolosità della rotta migratoria.
Madrid valuta l'intervento dell'esercito
Di fronte all'emergenza, il governo spagnolo ha rafforzato il dispositivo di sicurezza e sta valutando il coinvolgimento delle Forze Armate per sostenere Guardia Civil e Polizia nazionale.
Il presidente della città autonoma, Juan Jesús Vivas, ha chiesto la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, il rafforzamento dei controlli e un comando operativo unico per gestire una pressione migratoria definita "senza precedenti". Anche l'Assemblea di Ceuta ha approvato la richiesta di una chiusura temporanea della frontiera con il Marocco.
Scontro diplomatico tra Roma e Madrid
La crisi ha aperto anche un fronte politico europeo.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito le immagini provenienti da Ceuta "preoccupanti", affermando che l'immigrazione irregolare rappresenta una sfida per la sicurezza delle frontiere europee. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha avviato valutazioni sulle possibili iniziative italiane, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto una risposta più incisiva dell'Unione europea.
Madrid ha reagito convocando l'ambasciatore italiano, criticando le dichiarazioni provenienti da Roma e ribadendo la necessità di affrontare il fenomeno in un quadro di cooperazione europea.
Bruxelles monitora la situazione
La Commissione europea segue con attenzione l'evolversi della crisi, ricordando che la protezione delle frontiere esterne rappresenta una responsabilità condivisa dell'Unione.
Il tema della gestione dei flussi migratori continua a essere uno dei dossier più delicati dell'agenda europea, anche alla luce del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, la cui piena attuazione è prevista nei prossimi anni.









