Scozia, la premier: “Ho il tempo dalla mia parte”

Nicola Sturgeon insiste: vuole un nuovo referendum sull’indipendenza dal Regno Unito

Scozia, la premier: “Ho il tempo dalla mia parte”

“Ho il tempo dalla mia parte”. Con queste parole Nicola Sturgeon rilancia la richiesta di referendum sull’indipendenza della Scozia dal Regno Unito. E mette in guardia Boris Johnson: più Londra deciderà di rinviare la consultazione, più probabile sarà l’esito favorevole all’indipendenza. Anche perché le giovani generazioni in Scozia supportano la mozione indipendentista.

La più grande minaccia per l’economia scozzese è la flessione demografica, spiega la premier e leader dello Scottish National Party, aggravata dall’abolizione della libertà di circolazione per i cittadini europei, in seguito alla Brexit. Secondo Sturgeon, “le conseguenze del non essere indipendenti sono probabilmente molto maggiori rispetto al 2014”, quando si tenne il referendum che respinse la mozione indipendentista. I sondaggi più recenti, in realtà, mostrano che il sostegno all’indipendenza è diminuito rispetto ai livelli raggiunti nel 2020, anche se la maggioranza è favorevole alla secessione dal resto del paese.

La Scozia occupa circa un terzo della superficie dell’isola e ha l′8% della popolazione. Ospita, inoltre, sottomarini nucleari che Londra potrebbe spostare dal territorio scozzese anche perché lo Scottish National Party è contrario al nucleare. Trasferire le basi sulle isole britanniche, probabilmente nella base della Royal Navy di Devonport per sostituire Faslane. Questa sarebbe la prima possibilità, mentre la seconda prevede il trasferimento in un Paese alleato, per esempio gli Stati Uniti (forse in Georgia) oppure la Francia (in Bretagna). La terza opzione sarebbe quella di creare un nuovo territorio britannico d’oltremare all’interno della Scozia indipendente, che “conterrebbe le basi di Faslane e Coulport, soprannominata ‘Nuclear Gibraltar’.

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